sabato 24 aprile 2010

Lui, Lei. Tu.


 Igor Mitoraj.

Sali in macchina e corri dove la città finisce. 
Giri a vuoto lungo le  strade perché non sapresti in che altro modo usare il tempo che ti è dato. File chilometriche raccontano di gente che ha fretta di tornare a casa. Fa un caldo infernale e per poco non si fonde il motore. Torni a casa e cadi nel letto che quasi t’ingoia, così almeno ti sembra. Non ti basta mai, non sai resistere. Torni lì, dove sei partita. Era il tempo dei saluti, tutti se ne andavano a casa felici, tu piangevi. Ridicola. Ti attacchi a chi ti piace come fosse per sempre. Non ti sai congiungere e ancora meno ti sai separare. Lui perché ti piace, Lei perché ti somiglia. Pensi tutto il tempo, fai sempre paragoni… lei, io... noi, loro… io però… Lei dice che vi sentirete anche fuori. Lo ripete di continuo, programma il suo futuro perché dalla stanza di un ospedale lo percepisce incerto il suo domani. La verità è che non vede l’ora di dimenticare tutto –A partire da te-
Lui invece promette amore eterno. Ci crederesti se non fosse per le circostanze, quelle che sempre e per sempre faranno l’uomo ladro -o “qualunque” che è forse peggio- Fuori dall'ospedale ha una moglie che aspetta di essere sposata, un cane che pretende il suo padrone, una casa da riempire di abitudini. 

Quanto a te, gli sei caduta per coincidenza in mezzo alla routine, e forse è vero che ci sarai, ma solo nei pensieri. Gli piaci e finalmente non hai dubbi, nessun sospetto che sia tanto per dire. Ma questo è quanto. Non c’è altro da sapere.
Ti capisce, ti parla, ti ascolta, ti somiglia, ti aderisce, ti compensa. Ti cerca sempre, quanto sei lontana e soprattutto quando sei vicina. Non resiste.Ti guarda. Ti sorride. Ti fa ridere con le lacrime, tu che non ridi mai. Lei dice che sembrate nati per stare insieme. Smorzi il fuoco, tutto falso, dici. Parlano di voi, come un brusio in sottofondo, di nascosto, fra uno sguardo e l’altro.

Seduti, l'uno di fronte all'altro, ti fissa fino a divorarti e tu gli accarezzi le mani -non puoi smettere- non vuoi.
Trema come se avesse freddo, ma la sua pelle è bollente. I suoi occhi pretendono più del massimo, e quasi ci cadi dentro. E' un po' come entrarsi dentro coi vestiti addosso, sfiorandosi appena la pelle. Il brivido è mille volte più intenso, perché sentite il confine che impedisce tutto il resto, da qui alla fine del mondo. Ne avete parlato alla fine.
Tanti “Se" e "Forse”. Poi è arrivato con quel film. Ti piaceva, l’avevi detto per dire nel mezzo di una lunga conversazione fatta di tutt'altro e lui se ne è ricordato. Ti ascolta. Ti ascolta davvero e non ci sei abituata…In principio era ostile. Poi si è rilassato, e solo dopo ti ha cercata. Non era previsto che ti piacesse, non era necessario. Non era tua intenzione. Ti comportavi da persona educata, come ti hanno insegnato. Tutto qui.Ridicoli. Pretendevi di cambiare vita, questo volevi.

Ora ti pare che tutto sia troppo lontano per starci a pensare.
Lui andato. Lei andata, e a te non resta che decidere un destino.

@_Luisa

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