martedì 1 marzo 2011

Quando la scuola è una galera... o almeno...l'occasione per andarci.



Aspettando le eterne coincidenze fra treno e autobus che si sfiorano sempre di un pelo, mancandosi fatalmente,  in questo noioso pomeriggio del primo marzo, ho passato mezz'ora seduta al tavolo di un bar, bevendo il solito tazzone di ginseng -intruglio di sostanze indefinibili ma gradevoli, soprattuto se si ha carenza di zuccheri, perché si.... di zucchero ce n'è tantissimo!- e giacché c'ero ho sfogliato la rivista che ho trovato già aperta sul tavolo.
In principio mi sono limitata a poggiarci l'occhio, e mi sono divertita leggendo alcni messaggi-denuncia dei lettori. Tipo:
 "Le pensioni aumentano di 16 euro  ma gli stipendi parlamentari aumenta di 1000 euro" seguono ovvie lamentele. O anche: "Wojtila beato, costi degli Hotel alle stelle da 150 Euro a 1000 euro, lo stato faccia qualcosa" Non capisco la polemica, se uno lo fanno santo, è logico che i prezzi siano alle....stelle.
Provo a girare pagina. Maxi servizio di due paginoni, al centro la foto di Yara, la solita spaccata in palestra...insomma il rituale che è capitato a quell'altra anima, la  piccola Sara. come lei verrà sottoposta ad autopsia, e poi sarà vivisezionata da certi giornalisti che ancora si ostinano a definirsi così! Non è per il gusto della polemica, ma Enzo Biagi, quello di "Il fatto" (cioè lo spazio televisivo oggi occupato da pacchi pieni di solidi o dai soliti idioti... pardon, ignoti...)  insomma, un giornalista di quel livello, che s' intrattiene un mese raccontanto dettagli raccapricciani su come il corpo di una ragazzina è stato dilaniato dalla barbarie umana, non so nemmeno immaginarlo. Ovvamente verrà anche per Yara il tempo della pace, ma dipende da quanto tempo occorrerà per trovare le due gemelline scomparse, e intanto salterà fuori qualche altra "sanguigna ghiottoneria". Ricordo che quando ero piccola esisteva un giornale dal titolo "Cronaca nera" e lì si parlava di un monte di casi terrrrificantiiii!!! Il TG invece affrontava argomenti complessi che, essendo piccola, spesso non capivo. Oggi, guardando il Tg, ho spesso l'impressione di sfogliare quel giornale, ma lì di casi ce n'erano tantissimi, pagine intere. Mi chiedo allora perché oggi un singolo episodio mobiliti la nazione per mesi, mentre allora tutti i morti raccontati nel giornale erano tenuti fuori dagli schermi. Certo, si parlava anche allora di uccisioni, di sangue...ma era il sangue di personalità politiche, si trattava di questioni di stato soprattutto, o di rarissime eccezioni, tipo il bambino caduto nel pozzo, Alfredino se non ricordo male, ma era un bambino vivo che si è cercato di salvare fino alla fine in diretta televisiva, era diverso perché si raccontava una speranza di vita e non il thriller della morte. Insomma... non mi reputo "una mente", ciononostante ho motivo di sospettare che oggi avranno pure stuprato una ragazza a Roma ed è terribile, ma è molto presumibile che ne abbiano stuprate tante, tantissime altre, e non è detto che siano stati per forza degli "stranieri". E' dura da accettare, ma il peggio di queste cose accadono fra amici e parenti,e più in generale, l'Italia è grande, e quindi omicidi, furti, abusi, ce ne sono di continuo... mi chiedo solo che razza d'intuito serva per focalizzarsi su quello che permetterà il più lungo audience. Io non ne sarei capace. E parlo forse in senso lato.
Nella mia vita mancano tracce di Dio, ma cerco di conservare l'idea di quella necessaria pietà che si deve a chi è stato deturpato e non può più in alcun modo difendersi o tornare. La mia massima è "lascialo andare", e pensaci se gli hai voluto bene. Tutto qui.
Finita la lunga digressione ai fini di uno sfogo personale, torno al giornale che stavo leggendo, e alla sorpresa di leggere quasi per caso un trafiletto che meritava due pagine e anche tre, con tanto di titoloni! Perché é GRAVISSIMO e lo è per due motivi. Il primo: per il suo contenuto. Il secondo: perché l'informazione non gli dà importanza. Ci si è abituati al malsano meccanismo?
Il fatto:
In una scuola di Ferrara un ragazzo insulta un suo compagno e gli impedisce di andare in bagno. L'insegnate, scopertolo, punisce il colpevole imponendogli di scrivere cento volte "Sono un deficiente". 
La cosa mi fa pensare (siamo pur sempre in un blog di letteratura...) a qualche libro, a qualche film... tipo 
Dickens e i suoi "Tempi difficili", con il terribile signor Grandgrind (capitolo II: "La strage degli innocenti"... tutto un dire)  l'ossessione con cui il bastardo si accanisce contro la povera Sissy Jupe, oltre che con tutti gli altri, per inculcargi la necessità di attenersi ai fatti, nient'alto che a quelli. La scuola che segue la linea dura, insomma... Poi penso a  Charbovarì, la creatura di Flaubert, che deve scrivere venti volte "ridiculus sum" per via di tutto lo scompiglio creato in classe per il suo orribile  cappello. Penso ad Antoine, né "i 400 colpi" che, punito ingiustamente per una colpa non sua, si ritrova dietro la lavagna e si mette a scarabocchiare frasi di vendetta sul muro. Scoperto dal professore è punito ulteriormente, sta volta deve coniugare la frase: "io insozzo i muri della scuola e faccio scempio della metrica francese" . Penso ai ragazzi di Vigo in "Zero in condotta" o a quelli di "Les choristes", penso a "Io speriamo che me la cavo", penso anche al '68 ... insomma, è un argomento su cui ho molto da pensare, perché è stato molto trattato nell'arte e non solo. Penso anche a quand'ero piccola e al rispetto di cui godevano il maestro del mio paese e sua moglie, maestra anche lei... e infine penso ad oggi, e cado nel dramma della comparazione.
Nei lavori che ho menzionato si tendeva ad evidenziare l'eccessivo strapotere degli istitutori, cosa sbagliatissima, ovvio, l'obbiettivo era un maggiore equilibrio, Pasolini insegnava a pensare l'allievo come un'intelligenza da provocare, non come una scimmia da ammaestrare, ma negli anni l'appiattimento si è fatto quasi pericoloso. Bambini carichi di libri sin da piccolissimi, abituati a recepire miliardi di notizie in modo passivo, acritico. A loro si chiede solo di ripetere quel che dice l'insegnante  (la Montessori sottolineava che è la relazione fra nozioni che permette la comprensione, e che il semplice accumulo di dati, non serve praticamente a nulla, per quello ci sono le enciclopedie, i dizionari) I professori d'altro canto, non sempre sono preparati come dovrebbero. E' mia convinzione che invece di fare un concorso statale che si passa per nozioni di cultura generale (e di fortuna, è universalmente riconosciuto!), servirebbero test molto serrati sulla materia che questi sono chiamati ad insegnare, perché a che serve sapere dov'è il lago Trasimeno se poi, dovendo insegnare una lingua, tanto per dire... non la conosco io per prima? E ne conosco più di uno... anche a livello universitario, che chiede perfetta dizione agli studenti, solo che quando legge si intuisce che...
A parte il loro livello di conoscenza, l'istituzione si aspetta da loro che rispettino un programma, li si vuole narratori di nozioni, stile "wikipedia parlanti", compilatori di registri, operai del sapere, e non è francamente accettabile, oltre al fatto che è davvero nocivo per il mondo che verrà.
Com'è andata poi a Ferrara? Ha dell'incredibile!
La maestra che ha punito l'allievo è stata chiamata in giudizio dai genitori...di chi? Uno può pensare, dai genitori del ragazzino maltrattato, che magari è rimasto traumatizzato e la famiglia s' è sfogata con la scuola. No! ERRORE!! E' il  bullo che si è sentito leso nel suo diritto di poter essere arrogante e rimanere impunito. L'umiliazione di doversi riconoscere in quella frase da scrivere più volte, - sono un deficiente- cioè manco di qualcosa... gli è stata così penosa che ha dovuto ricorrere ai genitori i quali non hanno esitato mezzo secondo a denunciare la maestra. E qui, passerò per un dinosauro estinto, ma mia madre, poco poco gli avessi detto di aver fatto una cosa simile, mi avrebbe fatto girare la testa sul collo come in certi cartoni animati. Non è mai servito di arrivare a tanto, perché  mi ha insegnato un giorno alla volta, e da prima che imparassi a ragionare, che non devo fare agli altri quello che non voglio per me, lei me l'ha inculcato con spirito cattolico, ma trovo che il precetto sia bene applicabile anche sulla mia laicità e su quella degli altri, mi sembra che questa frase, nella sua banale semplicità sia la sola ricetta per sperare in quel famoso "mondo migliore" che forse non esisterà mai, perché troppa gente ama la mediocrità e si compiace dell'arroganza, più di ogni altra cosa.
L'esito della penosa storia Ferrarese è che i giudici hanno condannato la maestra a UN ANNO DI GALERA! Non ho più parole per esprimere lo sconforto che provo nei confronto di una categoria sociale ormai così debole che presto passerà sotto la protezione del WWF.  Parlo della categoria insegnanti ovviamente.
Da una parte ci sono streghe che maltrattano i bambini negli asili... e lì la galera è un obbligo insindacabile,  perché in quel caso si sta esercitando violenza gratuita sul bambino indifeso e indifendibile, e la cosa lascerà tracce sull'adulto di domani. Io a quarant'anni, ricordo ancora di un giorno in cui la suora all'asilo mi diede uno schiaffone per motivi banali, forse era nervosa. Stando a certi casi di cronaca, è presumibile che alcuni bambini cresceranno traumatizzati perché i genitori in buonafede li hanno messi in mano a istitutrici che nei fatti si sono dimostrate donnacce isteriche e manesche, che io disprezzo immensamente.
Dall'altra parte però, c'è gente onesta, preparata, che cerca di fare il suo lavoro, cioè quello dell'educatore, eppure deve sentirsi dire di continuo:
1_che ruba i soldi dallo stato, perché lavora solo mezza giornata. Ma chiunque ha studiato sà che se lo studente a casa deve fare i compiti, a maggior motivo il professore, deve correggerli sti compiti, o a limite deve preparare la lezione o studiare egli stesso, per essere aggiornato. Certo potrebbe non farlo, ma vale per ogni categoria. Ho visto foto di ministri che dormono in aula...inutile che ci stiano così tante ore, no?
2_che siccome c'è crisi...si tagliano le spese a partire da loro, e il precario, come la parola suggerisce, non è che possa mettersi troppo a discutere o a farsi "notare". Pena... l'esclusione totale.
3_la beffa di essere presi in giro dalle istituzioni per tutta la vita. Prima la lauree quadriennale, che poi negli anni è diventata  triennale, comodamente spedibile a casa per posta, così si risparmia tempo e fatica. 
Conseguita la laurea, li si mandava alla SISS, pochissime in giro per l'Italia... quindi altre spese, ingorghi epici per le selezioni, e infine, il fortunato vincitore del pacchetto virtuoso, si guadagnava l'eterna precarietà. C'è gente che è morta sognando di salire in graduatoria... non ce l'ha fatta. Serve un carattere di ferro (o qualcuno che ti mantiene)
Quando la SISS è morta, presi dal "wind of change" delle deformanti riforme, ci si è persi a babele, e anche se si prova a leggere o a parlare...non c'è più modo di capirsi. Solo una cosa ci può salvare, la rabbia, il fattore sfinimento, ma dev'essere forte, fortissimo e di gruppo, o sarà solo un ammasso di frustrazione.
Lontanissimi i tempi del "signor maestro", figura degna di rispetto, perché era lui che insegnava a scrivere al futuro panettiere così come al futuro ingegnere, oggi il maestro è quel povero sfigato che deve stare attento a come parla o va... in GALERA! E in Italia, una cosa così fa particolarmente male, perché chi in galera ci deve stare, se ne va a fare altri lavori, si svincola e spesso finisce in Tv pieno di sponsor pubblicitari addosso, che mi si spacca lo stomaco dai nervi ogni singola volta! 
Ora questa poveraccia, la Prof, io me la immagino distrutta, e mi fa una rabbia che non si racconta.
BULLISMO è stato il refrain più gettonato nei Tg, finché non hanno preso ad appassionarsi della cronaca nero-rossa e non dico rosso nera perché non sto parlando di calcio, ma di sciacallaggio autorizzato sul corpo di ragazzine finite male con cui, come ai tempi dei gladiatori, o della ghigliottina -non quella di Carlo Conti, ma quella che le teste le tagliava davvero, fra gli applausi del pubblico-  si soddisfano i palati ghiotti di sangue e di mille sporchi dettagli. 
Mi viene da pensare, che un fenomeno come quello accaduto a Ferrara, sia una vera istigazione a delinquere per il ragazzetto che si sente un Dio già di suo, "appena" un po' stimolato all'egocentrismo dai vari media. Provo a immaginare come sarà la vita dei professori in quella scuola da domani. Forse subiranno 
ricatti tipo "Tu dammi quattro e io ti denuncio e ti mando in galera". 
Poi, allo scempio di professori moralmente violati e demotivati, seguirà lo scempio di questi piccoli demoni cresciuti come erba allo stato brado, le profezie di Kubric e della sua Arancia meccanica... chi lo può dire...
Da una parte le vittime, i deboli, che saranno sempre più vittime e deboli, e dall'altra gli arroganti, i bulli, le baby gang, che si sentono padrone del mondo, un mondo "giovanista" (se vogliamo coniare sto neologismo dell'ultimo quarto d'ora) ma anche contradittorio, perché il potere di fatto è e rimane  dei vecchi!
Certo poi potrebbero intensificarsi spiacevoli fatti di cronaca come quello della ragazzina che insieme al fidanzato accoltellò fratello e madre per futili motivi. Forse voleva qualcosa che il genitore, servo accondiscendente, non è stato in grado di dargli entro due secondi, e quella ha perso la testa, a quel punto può succedere che uno abbia voglia di accoltellarti... ma  la colpa in questi casi a chi la possiamo dare? 
In giro è un coro di lamentele perché questi figli a scuola non vengono educati come si deve, idem per la televisione, che manda messaggi poco edificanti... Ora ci si mette pure la politica, che insiste nel ripetere quanto sia ingiusta la giustiza di certi magistrati... ma a casa? Chi c'è a casa che segue queste anime? E i genitori di queste anime, chi si occupa di loro?
Che ha in mente un genitore che, siccome il figlio torna da scuola stralunato perché deve scrivere una verità oggettiva del tipo: "sono un deficiente" perché ho insultato un compagno e gli ho impedito di andare in bagno, prende e denuncia il professore? Mi chiedo se arriverà mai a capire quanto male sta facendo al suo cucciolo violento, e alla società intera. E che disfatta "la giustizia" ...sempre più ingiusta e ineguale per tutti.
Non ci resta che sperare nella magia... c'mon Harry...help us!


Luisa

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