giovedì 23 giugno 2011

Certi giorni la voglia è tanta....

Io e le mie voglie.
Ci sono giorni, mesi, anni addirittura, in cui posso vivere serenamente, scordandomi che fra le tante cose, ho una natura “desiderante”.
Certi giorni però la voglia è tanta... troppa per mettersi a pensare ai pro e ai contro, allora servono due oggetti per potersi levare le fregole: Un accendino e una sigaretta.
Si, l’ordine è quello giusto, perché possedere un concentrato di catrame (3mg), nicotina (3 mg) e monossido di carbonio (2 mg) raccolte in una stilosa e tutto sommato raffinata sfera cilindirca e sottile che ha il potere e l’autorizzazione statale per ucciderti (come promette lo slogan puntualmente affisso nei due lati del pacchetto) e non possedere il combustibile che ti permetta di dare inizio al “sacrificio”, è semplicemente insopportabile!

Non so quanti accendini mi sia capitato di comprare, ho perso il conto!
Oggi ho superato me stessa.
Comprato e perduto un minuto dopo nella borsa! E siccome fra gli affari d’oro dell’anno posso vantare l'acquisto di un ombrello che si, ha una struttura “ferrea” dunque non si schianta al primo vento -così non posso dire di quelli che l'hanno preceduto, tragicamente caduti al primo impatto con la natura- ma per compensare, possiede una struttura "telare" decisamente poco impermeabile, quindi...in sintesi, se piove mi piove in testa!
Alla luce di questi fatti, per inderogabili ragioni climatiche, ho pensato bene di non perdere tempo “Alla ricerca dell’accendino perduto” e di rientrare in tabaccheria per comprarne uno nuovo, passando evidentemente per matta.
Questo però è accaduto sta sera.

Nel pomeriggio, scendendo a piedi in città, ho aperto il pacchetto e ho notato che solo ieri era pieno e oggi... dimezzato.
"Fumo troppo 'sti giorni" mi dico, mentre ne prendo una con lo stesso trasporto con cui certe volte affogo il dito nella nutella, cosciente che persino lei, se decide, ha il potere di ammazzarmi... ma dolcemente, come la canzone ("Killing me softly" per chi nn avesse capito!).
La fase due è stato rovistare le tasche, la borsa e tutto il resto, ma l'accendino è rimasto sulla scrivania con gli altri cinque che tengo di scorta.
PANICO! Ecco che mi sento addosso....  
Sono in zona ospedale, deserto, pioggerellina di quelle che sanno arricciare i capelli persino a me che di cognome farò pure “Riccitelli”, ma sono più liscia di un manto di seta!
Insomma, non so come risolvere lo Shakespeariano dilemma "To smoke or not to smoke"?.
All’orizzonte mi spuntano due tizie. La speranza!!
Le guardo in cerca d’indizi, ma più mi avvicino più capisco che sono testimoni di Geova: Una fiamma per una parabola? Non posso rischiare. Sull’argomento sono:
  • radicale per principio, 
  • maleducata ma solo se serve, e
  • potenzialmente incendiaria verso chi insiste troppo nel volermi mostrare le beatitudini del paradiso di Geova. Ho già avuto il mio da fare con quello di Dio, che, a quanto mi risulta, è morto -Vedi Guccini (anzi senti) - e con la stessa logica, per me sono morti tutti gli altri.  
Incrocio le due tipe che mi scrutano per vedere se è il caso di attaccare pezza, mi mostro con la dolcezza di un pitbull che non mangia da giorni e perde saliva dai denti.  
Passano oltre, così non devo ringhiare il solito "no grazie".
Penso solo con malcelato rammarico che una bella fiamma in questo caso, mi farebbe contenta due volte. Mica la userei verso di  loro? non sono una criminale! Solo quel mucchio di fogli...per alleggerire il peso delle loro braccia, e cogliendo l'occasione mi accenderei una sigaretta! Tutto qui!
Proseguo lungo la via e penso a Caroline, la mia amica Praghese-Londinese. Riesco a vederla come se fosse davanti a me durante una delle sue splendide lezioni d’inglese a Camden Town, mentre ci spiegava le varianti del verbo “To crave”: “To have a strong desire for something”, dunque “provare un forte desiderio per qualcosa”...ai limiti della “dipendenza" e si mette a disegnare col solito genio stilistico-didattico, qualcosa alla lavagna, ovvero un tizio che si fuma un sigarettone simil-cannone più grande di lui, che in compenso è tutto occhiaie e noia. Fumettista prima ancora che insegnante geniale... due tratti e rende l’idea. Che nostalgia la mia amica e le sue “Positive vibes”. Sempre propositiva, iperdinamica, sorridente, e contagiosa in termini di energie “buone”.
Realizzo solo ora e per puro caso, che “Je crève”, in francese, significa “io muoio, io crepo”... non posso non notare la simpatica somiglianza: Crever- To crave.  Si pronunciano diversamente, perché la prima "e" della parola in francese scompare insieme alla "r" finale (lettere in rosso!), e in inglese invece le "a" diventa tipo "e" , ma il senso, se si parla di sigarette, le rende affini...
Naturalmente non sto dicendo che sono una drogata-dipendente di tabacco, no!!!  Non sono di quelle tossiche che appena s’alzano, prima ancora di respirare un sano o malsano buongiorno, sono già alla ricerca del  pacchetto. Ho altre dipendenze, tutti ne hanno almeno una, fosse pure il semplice respiro!

Eppure, con la stessa naturalezza con cui posso smettere del tutto per mesi, anni anche, poi un giorno, dal nulla, mi torna la voglia, e certi giorni la voglia è  troppa per non cedere.

L’ultima volta che ho smesso è dipeso dal fatto che lo stato ha deciso di scrivere sui pacchetti che “il fumo uccide”, e ogni volta che pagavo cinque euro per 'sta roba "uccidente" mi sentivo sempre più idiota. Per ironico che sembri, ho ripreso qualche anno dopo... per le stesse identiche ragioni. Non è vero! Ma mi piace raccontarla così (Si nasconde un po’ di Woody Allen in alcune mie necessità espressive).

Durante una giornata fra le più insulse degli ultimi 20 anni (era dicembre dell' anno scorso, il 14...to specify)  ho fumato dalle due del pomeriggio fino alle otto di sera. 
Più di 20 sigarette. Una dopo l’altra.
Qualcuna l’ho accesa con quella che stava finendo... è una strana perversione che mi concedo almeno una volta ogni due, tre anni, dipende dallo stato di nichilismo del momento. E' che se mi sento molto precaria, la catena dello spegni e accendi, mi ricorda che ovunque nel mondo c'è gente capace di portarsi avanti con innegabile senso di... continuità.
Quella sera, alzandomi dalla sedia, avevo le vertigini come se mi fossi drogata. Ci credo! Dopo mesi di astinenza...La mia stanza sembrava Londra ai tempi di Jack lo squartatore, brume e piume, e i miei sensi, haimè ... appagati malgrado tutto, e mezzo rincoglioniti a causa del tutto.

Mi piace l'odore del fumo che molti definiscono “puzza”, mi piace che in uno spazio chiuso non si smetta di fumare nemmeno quando la cerimonia è finita, e soprattutto, mi piace che mi confonda la vista, soprattutto quando non desidero vedere niente che non sia una coltre di fumo bianco capace per il solo fatto di esistere di offuscare, o se vogliamo, di ammorbidire, il contorno di tutte le cose.



                                                                                                                                                                @_Luisa

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