lunedì 1 agosto 2011

Il concetto di Thelone di A. Bergonzoni.

Monologo di Alessandro Bergonzoni su "Il Concetto di Thelone" (Il suono della parola muta) tratto dal DVD incluso nell'album "Vago Svanendo" di John De Leo. 
Testo: Alessandro Bergonzoni. 
Musica e arrangiamento: John De Leo e Christian Ravaglioli. 
Animazione (Nel video qui sotto allegato): Massimo Ottoni.
Ritratto d'autore.
"Prima di cominciare, mi sarebbe piaciuto fare una specie di seminario sul quale si poteva divergere onorevolmente almeno per i primi quindici anni, sul tema della canzone.
Canzo, l’inventore della canzone, diceva che non sempre ciò che si canta è  canzone, non sempre ciò che si dice è solo parola.  
Nel concetto di thelone del pompiere sulla quale la parola cade e rimbalza, c’è un suono di sopravvivenza, c’è un bisogno di tintinnanza, c’è un bisogno di sostanza, c’è una voglia di assenza, c’è un… come si può chiamare, quasi un gesto senza "zeta" senza "iota" senza "a" e senza l’altra "zeta" , c’ è una necessità di arrotondare, c’è una necessità di andare oltre quello che è il visto, il significato, di andare oltre quello che è la tiritera linguistica, di andare oltre il gioco di parole che è semplicemente al massimo un mezzo ma non certo un fine,  un fine e anche l’onomatopea o tutta quella forza d’immaginia ia-ia-ia-o  quasi animalesca che è quella delle note meno note, le note sconosciute che sono le note della parola quando suona anche da sola, e non voluto fare una rima per motivi baciati, ma ho voluto fare una rima per motivi di assonante, assonanze dentro la parola suono, alla parola danza, assonanza, è un qualcosa… è un ballo, un ballo triplo, tribale, forse un qualche cosa di tamburesco e tamburesco come qualcosa che se ne va via,non solo perché dentro c’ha la parola “esco” , dà un idea anche di ritorno, forse la parola è un boomerang del suono che in maniera australiana ritorna riportata anche, dà un idea che chi l’ha scritta forse non conosceva neanche, quindi ritorna cambiata, ritorna mutata, mutata a volte anche nel senso di silente, di muto, in questo senso, la parola muta fa un grande suono che non è il suono proprio del silenzio, è il suono della parola muta, della parola che sta per nascere, quasi una gestazione, un gesto di un azione o quasi un senso cesareo e saluto Cesare-, il grande Cesare che so che ci sta ascoltando- proprio per far si che ci sia un parto, nel senso di “me ne vado” come tante volte è  già stato detto, un senso ostetrico, un qualche cosa di sibillino se lo sentissimo sibilare"

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