martedì 16 agosto 2011

London Time- surreal city. (4)

[Drawing made by Catching-Smoke on deviantART]
COME DUE MONDI - SURREAL CITY  (4)

Il vento della sera si è portato via l’entusiasmo del pomeriggio.
La ragione, di nuovo abitata dal timone, vince sull’istinto. Mi sento parecchio folle. Sono con uno sconosciuto, di notte, in una città che quasi non conosco.
Lui d’altro canto è più freddo, distante, sembra diffidente. La magia pare svanita.
... 
Gay club… ma che è? Sono intimamente benpensante e dunque bigotta. Non l’avrei mai detto né pensato! Due donne si baciano a un passo da me e io non so più dove nascondere gli occhi, due uomini, al tavolo di fronte, si mettono a fare quasi di peggio. Due birre dopo non posso certo definirmi della stirpe dei santi. In mezzo a quel bordello faccio bordello, ma in stile antico e classico: Bianco e nero, uomo-donna. Musica gay, ambiente gay and lesbian, basta capire che diavolo ci faccio nel mezzo della foresta con l’uomo nero! Che abbia smarrito la retta via? Sa molto di cenerentola e il lupo. Baci e molto contatto. Molto, molto contatto. Poi si esce. Si litiga. È l’ora del rituale universale…

You’re a strange girl, aren’t you?... What … you? I'm just ... sex...

Mezz’ora d’insulti, senza risposte articolate da parte mia.
Il solito idiota che aspettava l’anima persa da manovrare, qualcuno da salvare. Si lagna perché rispondo sempre “But…indeed…but…”. Vorrei dirgli che nella mia lingua potrei sotterrarlo di parole e di certo mi farei valere, ma d’inglese conosco solo la parte accademica, quella in cui tutto inizia per “Sorry…” e quasi mi scuso - ANCORA!- per essere SOLO upper intermediate!
Mi lascia a Tottenham court road e se ne và.
Sola in mezzo al nulla. Suona come un addio: A farewell direbbe lui.

Aspetto l’autobus per East Finchley… davanti a me un  Freddy Mercury  in gran forma   -bronzo suppongo- Braccio rivolto verso il cielo, in verità, sembra un militare esaltato. Subito sotto di lui la réclame al suo spettacolo che va avanti, ogni sera, da anni, nonostante lui sia morto. “The Show must go ooon… show must go oon ...” canto interiore -il mio-

Torna quell’ aerea essenza di benessere.
Notte, pioggerellina… pace, …total wellness.

Scaricata dal mio amore di mezz’ora londinese - tempo record - sola, libera e senza tempo da perdere né da guadagnare… Goccioline di pura serenità mi si depositano in testa, sulla giacca, sulla borsa, gocce pure sul mio vicino non altrettanto sereno: “Fuck, fuck fuck …” ripete nervoso per diosaché. Forse è dispiaciuto per la fine del mio amore. Persino a lui deve sembrare troppo breve: 8 ore! Non male per tirarci su un musical, penso.
Titolo: “Storie veloci”.

Dopo circa quaranta minuti d’attesa arriva l’autobus rosso a due piani - 1 3 4 -

Ci salgo e vado verso East Finchley, north side of London.
Passo per Camden town, coreografia di colori e violenza pure di notte.
Penso che appena tornerò in Italia mi mancherà questa serata magica, poi mi distraggo con due che litigano non distanti da me. Scendo e percorro un tragitto lunghissimo a piedi. Notte pesta e non c’è un’anima viva in giro. Muoio di paura, ma è solo l’idea della paura, è lo stereotipo che vuole un maniaco sessuale dietro ogni angolo buio. Rientro a casa, priva di stupri da raccontare. Salgo le scale morbide di moquette, quindi silenziose e vado in camera mia: due metri per due, vietato fumare.
Apro la finestra, accendo la sigaretta e spengo le luci.




Nel giardino di sotto due volpi rovistano nell’immondizia -Città surreale- Accendo la luce, le volpi mi guardano e poi vanno via con calma. Gli faccio una foto al volo e mi metto a scrivere, mentre ascolto la solita musica reggae-funk-soft-rock.
Penso a Desmond, al suo nome… Dal francese: Démon /demỏ/? un demone dunque…O da: des mondes? forse, una pluralità di mondi tutti compressi in una persona con occhi incantevoli

- E’dei Carabi dopo tutto-

Accendo la terza sigaretta e sussurro le note della canzone di turno.
Penso Ancora a Desmond. Penso a noi, come due mondi lontani e incapaci di incontrarsi, se non per un po’. Penso a quegli occhi meravigliosi, a tutte le donne che hanno visto arrivare, entusiasmarsi e poi andare via. Penso ai suoi sogni, in qualche modo irrealizzati, proprio come i miei. Penso alla sua arroganza e a tutte le volte che ne ho incrociata una…

E’ stato bellissimo averlo incontrato, ma non tornerà.
È Fantastico… È certo… È deciso…

Non tornerà!
@Luisa 2006


2 commenti:

  1. Bella storia...io da nipote tuo più' ke pensare a londra di per se ho immaginato te ke giravi...e' smp cio ke faccio quando leggo...immaginob di stare cn gli occhi del protagonista nel libro...in qst caso il protagonista nn e' una persona sconosciuta...quindi magari posso immaginare anke i tuoi pensieri...cmq Londra ha il suo lato irrefrenabilmente fantastico..e sai xk?be l'hai scritto su...e' qlk che a noi italiani manca...e ogni volta ke parti nn puo ke mancarti.
    .

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  2. (Anonima sarei io!!L'account ogni tanto fa i capricci!! )
    Che emozione!! Un commento da parte di uno che ha il mio cognome! E quando mi ricapita?? :-D Grazie!La 4 parte è quella un po' meno "Londinese" e più personale... sebbene...con le dovute "licenze artistiche"! La terza invece, rimane la parte che preferisco, perché credo di aver saputo rendere esattamente quello che provavo in quel lungo vagare sopra e sotto terra, fra metro e strade, come una bussola senza orientamento. E' stao proprio bello passare sei mesi di vita a Londra. E ho avuto una gran fortuna con gli incontri "umani". Capisco che quella non è una parte trascurabile della mia esperienza. e ps: le volpi che rovistavano nell'immondizia le ho viste davvero! :-)

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