giovedì 1 marzo 2012

Lucio Dalla.


Tornando a casa un po' stanca per fatti miei, ho saputo che Lucio Dalla se n'è andato. "Che anno di merda" m'è venuto da dire, come se avesse il benché minimo senso!   
Non posso dirmi una "Fans" in senso classico. Mai andata ad un concerto, mai comprato un disco o una cassetta (nel medioevo si usavano questi mezzi per riprodurre musica!), eppure per uno strano ed indefinibile mistero, alla notizia della sua morte, la mente è andata a ripescare una serie di ricordi legati alla mia adolescenza, all'amica di allora, al tempo passato insieme, e come soltanto la musica sa fare, mi è parso di rivivere in mezz'ora la sola parte "Bella" della mia vita abruzzese ( così distante nel tempo  che l' avevo, forse volontariamente, dimenticata)
Realizzo solo ora che Lucio Dalla è stato parte della colonna sonora della mia adolescenza, perché ascoltandolo mi ricordo di me.
Triste. Che altro dire?
Quanto alla sua persona, mi piace chi ha il coraggio di fottersene del giudizio degli altri, non solo a parole, ma in paratica, e lui con quei parrucchini eccentrici, e i suoi modi così spontanei e goffi, era in questo un vero Dio.
Le canzoni "storiche" di Lucio sono troppe per poterle citare tutte, così, di getto, mi vengono in mente queste:
Futura, Anna e Marco, Disperato erotico stomp, Caruso, balla balla, ballerino, com'è profondo il mare, telefonami tra 20 annicosa sarà, stella di mare, se io fossi un angelo... e anche:
"Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po', e siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò!"

Cosa sarà
che fa crescere gli alberi, la felicità
Che fa morire a vent'anni
anche se vivi fino a cento

Cosa sarà
a far muovere il vento
a fermare il poeta ubriaco
A dare la morte per un pezzo di pane
... o un bacio non dato

Oh.... Cosa sarà
che ti svegli al mattino e sei serio
Che ti fa morire ridendo di notte
all'ombra di un desiderio

Oh... Cosa sarà
che ti spinge ad amare una donna bassina perduta
La bottiglia che ti ubriaca
anche se non l'hai bevuta

Cosa sarà
che ti spinge a picchiare il tuo Re
Che ti porta a cercare il giusto
dove giustizia non c'è

Cosa sarà
che ti fa comprare di tutto
Anche se è di niente che hai bisogno
Cosa sarà, che ti strappa dal sogno

Oh... cosa sarà
che ti fa uscire di tasca dei "No, non ci sto"
Ti getta nel mare, ti viene a salvare
Oh... cosa sarà
che dobbiamo cercare

Cosa sarà
che ci fa lasciar la bicicletta sul muro
E camminare la sera con un amico
a parlare del futuro

Cosa sarà
questo strano coraggio o paura che ti prende
E ci porta ad ascoltare
la notte che scende

Oh oh cosa sarà
quell'uomo ed il suo cuore benedetto
Che sceso dalle scarpe e dal letto
Si è sentito solo
è come un
uccello che in volo
è come un uccello che in volo
si ferma e guarda giù.



"... Penso a delusioni a grandi imprese, a una tailandese, ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale."
Disperato erotico, stomp.



















4 commenti:

  1. anch'io sono molto legato a lucio dalla per le sue canzoni della fine degli anni '70 inizi '80. poi l'ho perso e forse non più apprezzato..
    orlando

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  2. Anch'io mi riferisco alle canzoni più datate. Quelle recenti non mi piacevano granché, comunque è un peccato che sia morto. Certo che a pensarci, per un artista, morire d'infarto dopo un concerto, è quasi un finale da scena teatrale. Peccato.

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  3. è la miglior morte che possa capitarci.. un istante per capire - un po' sopresi, un po' impauriti - che è arrivato il momento. poi il nulla che ci inghiotte
    o.

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  4. Oggi fra rivisitazioni e commenti di amici ho avuto l'impressione di una persona morta alla fine di una vita in cui era perfettamente comodo. Questo è molto raro, e potrebbe spiegare quel mucchio di folla a Bologna di ieri e oggi, che ricorda tanto la folla che si era ammucchiata per De André. La semplicità è una cosa grande. Non è affatto da tutti. Più passa il tempo e più me ne rendo conto. La gente ama attorcigliarsi attorno a fili di messe in scena, di stronzate che non hanno alcuni significato. E' stato un giorno molto triste, compensato dal lungo monologo di Ascanio Celestini a teatro.

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