lunedì 2 aprile 2012

Aprile è il mese più crudele per chiunque si chiami "Agnello"

Non ho detto "Angelo", ma "Agnello"... noto solo ora che le due parole sono praticamente la stessa cosa. Mi rallegro per gli angeli. La loro natura inconsistente li mette al riparo da morte certa.


La santa Pasqua  che -non tanto-puntuale, arriva ogni anno fra marzo ed aprile,  non fa che rafforzare in me qualche ovvia certezza:
  • La prima: Un povero Cristo finirà in croce per una causa estremamente vana, sebbene molto ambiziosa, va riconosciuto. E se molti sono i dubbi sulla sua essenza divina, piovono certezze nella mia mente, sulla malvagità dei suoi simili, che hanno passato mezza  eternità ad inventarsi e perfezionare torture ed omicidi efferati, per cause sempre molto opinabili, e l'altra metà per inventarsi un motivo che gli consentisse di esercitare il loro naturale gusto del male. 
  • La seconda: Potrei chiamarla "Relatività". Un numero considerevole di agnelli, fra qualche giorno, invidierà quel povero Cristo, perché finiranno (numerosissimi) sulla griglia per il simbolico pretesto di "Cancellare i peccati dal mondo" - Agnello di Dio...eccetera eccetera Abbi pietà di noi- e invece no... ogni agnello che muore è un perpetrarsi del peccato "a gratis", tanto più che, magari il maiale non si mangia, ma si mangia come maiali. Perché dunque l'inutlie spreco di così tante esistenze per riempire pance già gonfie dei deliri di Dio commercio?  Ed è appena il caso di ricordare che esite una figura retorica detta "Metafora", quindi l'agnello di Dio è suo figlio, il povero Cristo appunto,.
  •  
  • La terza e forse la più amara: "I peccati del mondo", il male, rimarrà esattamente dove si trova e resterà impunito.
    • Strofa 7 -Au lecteur- Baudelaire. I fiori del male.
      Si le viol, le poison, le poignard, l’incendie, ( 4 elementi come n 1° strofa)
      N’ont pas encor brodé de leurs plaisants dessins
      Le canevas banal de nos piteux destins,
      C’est que notre âme, hélas! n’est pas assez hardie.

      E se lo stupro, il veleno, il pugnale e l' incendio,
      non hanno ancora ricamato con ricami piacevoli
      la tela banale dei nostri pietosi destini,
      è che la nostra anima, purtroppo! Non è abbastanza ardita
     
    Luisa.

4 commenti:

  1. Paola Rapetti2 aprile 2012 21:56

    è sempre un gran piacere, come assaggiare qualcosa dal gusto squisito, come bere quando hai sete...leggerti.
    Ma qui voglio dire la mia a proposito dell'agnello pasquale.
    Non riuscirò mai nè ad esser vegetariana, nè a smetter di fumare, nè a darmi, che ne so, allo yoga. Già subisco i vari sensi di colpa che la mia crescita in occidente, infarcita da una dottrina cattolica che ti fa sentire sbagliata perchè nasci con un peccato che nemmeno tu sai ancora cos'è, non ci penso neppure ad aggiungere quello di cucinare il mio agnellino o caprettino pasquale!
    Non sono fatta per gli integralismi, nè da una parte nè dall'altra e non voglio proprio sentirmi in colpa se ogni tanto consumo carne ...d'agnello appena nato.

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  2. Paoletta!! (so quanto ami i vezzeggiativi :-)) Grazie del commento. A volte in questo dedalo di stanze, mi sento un po' sola :-)
    La mia era una provocazione naturalmente.
    Non sono vegetariana e proprio oggi ho scoperto che sono pure anemica (Merdda!!!) quindi dovrò mangiare carne, mi piaccia o no.Lo facevo anche prima, ma non sono una "fans" accanita.
    La chiave del mio scritto è ironica. Parlavo di quei credenti che della fede hanno perso ogni traccia e si limitano a praticare rituali alimentari, del tutto sconnessi con il motivo per cui sono posti in essere.
    Esempio: Non mangiare carne il venerdi e poi se uno ti chiede un euro ai parcheggi mandarlo a cagare.
    Ho visto coi miei occhi delle vecchie bigotte che mal trattavano due "stranieri" che sulle scale di una chiesa chiedevano solo qualche spiccio. Bastava dire NO, o tirare dritto, ma loro ci hanno messo pure due ingiurie, e quell'euro, sono certa, è finito nel cestino delle offerte. Ai miei occhi è del tutto insensato e molto poco religioso. Mi sembra che questa storia del povero Cristo morto per il bene dell'umanità sia solo una "Messa" in scena.Detto questo... mangiati pure l'agnello senza sensi di colpa, o per lo meno, che non ti vengano da me :-)
    Il male è ai miei occhi molto più forte del bene, per questo mi sforzo di andarmelo a cercare. Non credo si trovi dentro le chiese. Li ci sono i quadri, la storia dell'arte, ed è una meraviglia, ma Dio o come vogliamo chiamarlo è per le strade, in mezzo a chi ha bisogno... e mi fa strano scrivere cose così, perché io a Dio non ci credo per niente. Parlo ancora del Dio attraverso il quale, (come è successo a te) hanno insegnato il senso di colpa. Quel Dio di cui tanti si riempiono la bocca, ma in sostanza, non sanno che farsene.

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  3. Paoletta grrrrr5 aprile 2012 12:31

    Vorrei avere più tempo per leggere il tuo blog. Non finirò mai di farti i complimenti per come scrivi. Comunichi con una forza che mira dritto dove vuole arrivare, qualche volta al cuore, qualche volta al cervello, altre alla pancia. Spesso sono pugni, altre volte carezze ma "arrivi" sempre. Il mio pensiero è molto più banale delle tue argomentazioni, che io non saprei neppure abbozzare.
    L'ipocrisia è una delle caratteristiche peggiori del genere umano ed anch'io mi sento ipocrita se dico che adoro gli animali ma poi me li mangio, per questo forse ti ho commentato. Colpita nel segno... anche se proprio oggi ho comprato una bella metà di agnelletto .... e ti ho pensata, con affetto! :-)

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  4. Paoletta mi fai sempre ridere quando ti arrabbi perché ti chiamo Paoletta! :-)) Grazie dei complimenti, ma ne abbiamo parlato tremila milioni di volte, quindi sorvolo :-)
    Non so se è ipocrisia. Forse è pure peggio, è distrazione, abitudine al rituale ormai vuoto di senso. Però non mi elevo sulle masse per il predicozzo, sto solo narrando il mio opinabile punto di vista.
    E mangiati st'agnelletto in santa pace! Io mi sa che me lo evito, perché salto il pranzone in toto. Urra! La bilancia ringrazia!

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