domenica 24 marzo 2013

Bucce di mandarino.




Roberta Flack su RTL canta Killing me softly, niente Hugh Grant. Una semplice esibizione.
La linea telefonica, quindi il modem si sono incartati e questo basta a farmi tornare al secolo scorso.
-Interminabili silenzi.
Per caso, Gramellini ne parla dalla Bignardi e non posso che trovarmi d’accordo.
Silenzio assenso, si dice. Significa che tacere è dire “Si”.
Silenzio assente è invece un fatto culturale. Non si tratta di dire si o no, si tratta di un bisogno al quale ci si è abituati, cioè di stare soli in compagnia, o in compagnia mentre si è soli, ma difficile  soli e basta. Eppure ci ho passato più di mezza vita e mi piaceva.

Bucce di mandarino vuole essere la risposta alla nota rubrica della Ferré “Bucce di banana”. Da che esiste mi smuove ogni grammo di sistema nervoso, perché dunque non esternare con  le dovute argomentazioni?
La Buccia è quella cosa che ti fa scivolare. La banana? Non è specificato.
Di recente, almeno… lo scopro ora, le due pagine di giornale sono diventate un format televisivo.
Due team di messi di Dio (anzi della moda) fanno visita a due sfigate, ree di mancare di “personalità” perché è chiaro come il sole che “L’abito fa il monaco e pure la vocazione”.
Le due accettano di aprire l’armadio che, manco a dirlo, sarà egocentrico e ridicolo. Per questo saranno giudicate malamente con la logica del buon padre di famiglia.
Poi che si fa?  NUDE davanti alla telecamera che cade proprio sul fianco, sul lardello, sul “difetto” da uccidere ASAP, o da nascondere sotto sapienti abiti. Il  fatto che il mondo possa vedere le loro disgrazie non sembra impensierirle troppo.
Remedios…
Si va a fare shopping: l’oppio dei popoli ricchi, e la mecca dei  popoli poveri (almeno 1 volta nella vita…)
Naturalmente si va in via Montenapoleone! Sennò che sfigato sei?
Si provano varie soluzioni, abitini, cappottini e scarpette, (i prezzi finiscono in –oni, ma non sono citati che è volgare!)
Infine un tocco di hair styling & make up (letteralmente: mettere sopra) e l’arte-ficio è pronto.

“come ti senti ora?”
RINNOVATA, BELLISSIMA, SICURA DI ME… GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE…


E’ il turno della stilista, Giusi Ferré.
Capelli arancione slavato, sfibrati, che fanno a pugni col bianco della pelle e il nero dell’abito telare che vuole nasconde la sua assenza di grazie (è una taglia “comoda”, come amano chiamarle loro), però lei ha personalità e col cavolo che si fa dire dagli altri come vestirsi.
Passata la mezz’ora di giudizi lapidari su fiche straordinarie (Beyoncé e simili), arriva al dunque… vince la squadra … A, o la B.
Che si vince?
Un servizio fotografico per la rivista.
E chi vince?
Nell’unica puntata che ho visto ha vinto una cretina convinta che non trova l’uomo per come si veste – mica vero?- A differenza dell’altra, è magra. Tutto qua

Ecco il mio di giudizio:

Bucce di mandarino!  


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