venerdì 27 settembre 2013

La Luna è caduta dal cielo di Giuseppe Tomassini

Difenderò i tuoi sogni dai tranelli del possesso 
ed i tuoi occhi dalle guerre in nome del progresso 
preparerò le strade che accompagnano alla sera 
a te che porti nelle mani i semi della primavera... 

La prossima generazione. 
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Il lavoro di Giuseppe lo metto fra le cose più bello che mi sia capitato di ascoltare nel 2013, e forse anche prima. 

Cantare, ed i talent lo dimostrano, possono farlo quasi tutti, basta scegliersi un look d'impatto ed avere l'ugola mediamente allenata. Si tratta però di decidere cosa si vuole raccontare e chi si vuole essere. 

"Del perduto amore" è pieno il globo. Non si parla d'altro fra le note (Emma, e Amici belli,  i talentuosi di X Factor, ma anche Adele e gente molto quotata, se andiamo a vedere), eppure il romanticismo è morto da secoli, e la coppia, quando non scoppia poco ci manca... Forse è una mia impressione, ma certe tematiche, oggi sono scadute come lo yogurt quando crea quella orribile acquetta e chiede solo di essere gettato via. 


Impotenti di fronte alla storia si finisce col rintanarsi in una dimensione più personale, più distante possibile da quel che si racconta nei TG. A volte fa piacere distrarsi dietro a testi creati per farci canticchiare, ma capita anche che ci si senta un po' soli alla ricerca di voci nelle quali identificarsi, gente che pensi, e che pensi come noi, che si arrabbi per le stesse cose, e che voglia seriamente cambiare qualcosa. 

Per questo servono i cantautori. 
Non è questione di "etichetta" o di aulica e virtuosa voce, e non è nemmeno questione di audience. Questa specie in via di estinzione, canta perché gli interessa veicolare un messaggio sulle cose del mondo viste con sguardo critico, finalmente da un punto di vista meno banale. Poi può essere che ci capiti anche la canzone sul fidanzato che ti lascia, ma viene incastonato ad altre cose più oggettive e complessi attinenti alla società in cui viviamo; che ne so, la psicologa bona alla quale, ogni tanto corre il pensiero se uno vive in carcere, ma poi finisce che: "Si d'accordo per ogni crimine c'è un pari trattamento, ma stare in quattro in una cella di tre metri non è pena, è sovraffollamento" . 

L'album è composto da sedici pezzi, e per "assimilarli" tutti mi è servito del tempo, l'ora consona, il famoso momento giusto, e oggi non saprei quale canzone mi piace di più. In principio avrei detto "La prossima generazione", perché, (banalmente?) è bella. 

Ci piace, in generale, l'idea ottimistica e necessaria, che il nostro viaggio servirà anche per migliorare chi nascerà dopo di noi. Non sempre è facile crederci, per me almeno, perché il mondo è quel che è, e le cose andranno come devono, cioè in direzione opposta e contraria -cit- rispetto a come vorrei. 
Un esempio qualunque, In questi ultimi due anni, vicino all'ospedale di Senigallia sono morte circa 50 piante per lasciare spazio alla complanare. Non so quanto ci sia vitale questa scia di cemento e asfalto per la quale ci si è tanto battuti in un verso o nell'altro, so solo che quelle piante non ci sono più. Motivo? per favorire la circolazione di mezzi, anche se mancano mezzi pubblici e nessuno se ne cura, anche se i treni sono sempre più rari e costosi oltre che incredibilmente sporchi, le piste ciclabili sono risibili e spesso assenti, e chi attraversa le strisce pedonali, somiglia a uno di quei "duri a morire", perché i caproni con la macchina si sentono spesso un sacco attori di qualche action movie, insomma, educazione civica, ce ne fosse! Comunque... 
Questo è ciò che accade attorno a dove vivo, ma è indicativo e "domani" non so quanto meglio potrà essere visto che i figli nascono dai loro genitori, e da loro imparano molto del tutto. In ogni caso, è necessario sperare nel famigerato "futuro migliore", in un ideologico cambio di staffetta fra il vecchio e il nuovo, e per questo "La prossima generazione" rimane forse il mio pezzo preferito. 



A parole sue: 
Giuseppe Tomassini Trio, spesso Duo, ultimamente Quartet ma anche Quintet
Questo disco è un punto d’inizio, ma anche di chiusura. Dopo anni di produzione musicale, svariati concerti, concorsi e tante nottate passate a suonare con gli amici ho sentito il desiderio di incidere i brani che mi sembravano, perlomeno all’ epoca, i miei brani migliori; un po’ come fermarsi e voltarsi indietro per capire meglio la strada che si ha percorso…. 
La realizzazione di questo disco non sarebbe stata possibile senza il pieno appoggio della mia compagna; senza l’incoraggiamento dei miei musicisti Roberto e Claudio, che sono anche i miei compagni migliori; senza l’incontro con persone straordinarie come Massimiliano Natale che nell’ arco di una settimana è riuscito appieno ad entrare nello spirito dei pezzi, nel mio modo di concepire la musica ed entrare in perfetta sintonia (musicale ed umana) con gli altri musicisti; non sarebbe stato possibile senza la disponibilità, la dolcezza ed il talento di Marusca Montalbini. 
Non sarebbe stato possibile senza il calore di chi è venuto ad assistere alla prova aperta organizzata il giorno prima dell’ingresso in studio di registrazione e che ha contribuito a sostenere una parte delle spese di registrazione. E’ stato un passo decisivo per noi misurarci davanti ad un pubblico dopo tre giorni di prove ininterrotte. Da quel momento ha preso vita un’esperienza comune, un percorso unitario ed un legame profondo.
Dopo tre giorni di lavoro incessantein studio di registrazione abbiamo inciso 3 versioni suonate live per ognuno dei 18 brani previsti inizialmente per un totale di circa 4 ore di musica. Si è tentato di affrontare la musica d’autore con un piglio diverso: la scelta di suonare in diretta, lo spazio alle improvvisazioni, l’attenzione all’interplay. Nei mesi successivi sono state registrate le voci, la viola di Marusca e c’è stato un lungo ed attento lavoro di riascolto supportato/guidato dal prezioso “Castro”. (Alessandro Castriota)
Questo lavoro è dedicato a Iania, Yuri e Stella; ai musicisti fantastici che hanno suonato, fratelli di vita; ai compagni che ci hanno sostenuto. A chi ha spirito critico, agli ultimi, a chi cerca di far cadere chiunque si pone al di sopra degli altri, fosse anche la luna.
E a mio padre, ovunque si trovi.



https://giuseppetomassini.bandcamp.com/track/la-prossima-generazione
In questo link è possibile rintracciare l'intero album che Giuseppe. Io ho acquistato il CD, e tramite questo link è possibile ascoltare ed eventualmente acquistare "La luna è caduta dal cielo".

https://www.rockit.it/recensione/22989/giuseppetomassini-la-luna-e-caduta-dal-cielo  ... .come sopra. 
Grazie a Giuseppe Tomassini per le ore passate ad ascoltare la sua musica in questi anni, sempre viaggiando, perché fa un altro effetto.


2 commenti:

  1. completamente d'accordo con te su tutta la linea. non conosco Tomassini ma mi hai fatto venire voglia di ascoltarlo :)

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  2. Idem per me! Ho ascoltato i due pezzi che ho postato qua, e sono uscita di casa, perché li volevo con me. Subito!! Lo consiglio vivamente!!

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