sabato 12 aprile 2014

Italo Calvino dans le Métro

Métro Paris. 2009 Iéna. 



"...Col Métro ho sempre avuto confidenza, da quando nella mia gioventù arrivai a Parigi la prima volta e scopersi che questo mezzo di trasporto così semplice da usare, mi metteva la città intera a disposizione. E forse in questo mio rapporto col Métro entra anche il fascino del mondo sotterraneo: i romanzi di Verne che mi piacciono di più sono "Le indie nere" e "il viaggio al centro della terra". Oppure è l'anonimato che mi attira: questa folla che in cui posso osservare tutti a uno a uno e nello stesso tempo scomparire completamente. 
Ieri sul Métro c'era un uomo a piedi nudi: non uno zingaro, né un hippy, un signore con occhiali, come me e come tanti, che leggeva il giornale, con un aspetto da professore, il solito professore distratto che s'è dimenticato di mettersi le calze e le scarpe. Ed era un giorno di pioggia, e lui camminava a piedi nudi, e nessuno lo guardava, nessuno sembrava incuriosito. Il sogno d'essere invisibile... Quando mi trovo in un ambiente in cui posso illudermi d'essere invisibile, io mi trovo molto bene."

Italo Calvino "Eremita a Parigi" Libri Mondadori

2 commenti:

  1. anche per me la metro di parigi ha un fascino irresistibile...
    o.

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    1. Nel titolo al post, ho citato un'altra persona che nelle metro di Parigi stava parecchio comoda ... Zazie! :-)

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