venerdì 21 novembre 2014

François Truffaut: "Amour" di Micheal Haneke 2012

Allego link ad un post sul mio blog cinematografico dedicato ad AMOUR. 
Emmanuelle Riva. 
Il solo piacere di chi arriva tardi a certi appuntamenti, consiste nel fabbricarsi fiamme fatte in casa attorno ad un argomento ormai "digerito" ed archiviato dal grande pubblico, come succede per film come questo, che compaiono, sbancano e poi rimangono come sospesi nella mente di chi li vede. Per sempre incastrati nella cornice alta della palma d'oro a Cannes, che tutto (o quasi) assolve ed eleva da qui a per sempre, che è il tempo degli Dèi. 

I Film "entrano" sensualmente in chi li guarda, passando per occhi e orecchie, subiscono poi un fisiologico processo di assorbimento durante il quale, il già noto si unisce all'ignoto, per alimentare quel che si sapeva e quel che invece ...no. 
Assumere film nel quotidiano, incastrarli nella routine, è stato un po' scendere a compromesso, ovvero accettare a voce alta il nostro gusto quasi morboso per "Le vite degli altri".... 
il resto si trova qui, e per l'occasione, aggiungo anche la necessaria conclusione. 


Difendetelo se qualcuno lo ridurrà alla storia di una vecchia che muore malata, perché è un film che si chiama Amour, e questo si respira, fino alla fine, e al netto da ogni romanticismo, sfiorando tematiche molto complesse, pur nella loro estrema sensibilità e semplicità. Penso sempre in questi casi al titolo di un film che non mi è parso all'altezza delle aspettative che prometteva, ovvero: "Quando nasci, non puoi più nasconderti", eppure è questa la tendenza promossa ad oltranza, nascondersi, dimenticare la nostra natura così che, a tempo debito, ci colga di sorpresa e soli. Preferisco accendere la luce, perché aiuta ad avere meno paura. Grazie Haneke per questo magico film. "


François Truffaut: "Amour" di Micheal Haneke 2012: "Tu me tues, tu me fais du bien"  Hiroshima mon amour Emmanuelle Riva.

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