martedì 30 dicembre 2014

Buon anno

"Con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole" 
Il diario degli errori. 
Ennio Flaiano 

Vorrei inventare un nuovo sostantivo col quale raccontare il concetto di libri, a patto che fosse ugualmente convincente e meno logoro dall'uso e abuso del termine. Leggere non è parlare, a volte sembrano mestieri diversi, svolti con utensili diversi, per paradossale che sembri. 
Scrivere è altro ancora, perché si fa in silenzio, in luoghi consoni che permettono di confessare anche il più atroce dei delitti. Soprattutto, scrivere non rende scrittori, non sempre, non per questo bisogna smettere. Servono solo nomi nuovi per mestieri vecchissimi. 

Io, Flaiano, e le affinità elettive. 
Entrambi abbiamo preso qualche treno dalla stazione di Pescara Centrale. Lui è morto nel 1972, quando io avevo solo un anno e mai nessuno, per il tempo in cui  ho vissuto lì, me ne ha parlato, visto che era D'Annunzio l'eco letterario più insistito nelle scuole da me frequentate, solo lui la voce grossa pronunciata alle medie e alle superiori. La pioggia nel pineto, il vittoriale, la tartaruga gigante. Di Flaiano, nemmeno l'ombra. Lui il treno lo prendeva quando la stazione era piccola e raccolta. Io invece, ho assistito alla nascita di uno stabile fatto di specchi, forse troppo grande, forse inutile, e un po' vanitoso, perché riflette la città, sebbene, all'occhio, tutto ciò non dispiace. 

Io e Flaiano siamo ultimi di sette figli -il tipo ci casualità che non do troppo per scontato- ed entrambi siamo andati via. Questo è quanto, e l'ho scoperto solo oggi, a 43 anni, per caso e ne sono felice visto che l'alternativa era di non saperlo. Da oggi per me, "Abruzzo" è anche Flaiano oltre a Cascella, Graziani, D'Annunzio, Croce, Richelieu. 


Domani sarà la vigilia di capodanno del 2015, e molta gente avrà qualcosa da dire, fra banalità e tanti convenzionali auguri in merito a nuove cose, che finiranno col somigliare a quelle dell'anno scorso, nel frattempo, eventi che costano vite umane, stanno chiudendo un anno terribile, senza enfasi alcuna. Epidemie, alluvioni, terremoti, incidenti, affondamenti, guerre, sbarchi, ritorno prepotente di uno spirito negativo, come fu cento anni fa, e sapere che la storia è ciclica, non è esattamente di conforto. Però, se davvero ogni anno reclama i suoi auguri, li voglio fare a parole sue: 

"La parola serve a nascondere il pensiero, 
il pensiero a nascondere la verità, 
e la verità fulmina chi osa guardarla in faccia."
Ennio Flaiano. 




2 commenti:

  1. di flaiano ho letto solo tempo di uccidere. non ho poi avuto modo di approfondire... puoi consigliarmi altro? ciao e buon anno
    o.

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    1. Poi mi sono chiesta... ma sembrerà troppo supponente sto post, con queste associazioni arroganti fra me e Flaiano? In verità, ho usato le sensazioni dell'ultimo giorno utile del 2014, per augurare qualcosa che non fossero i soliti buonismi da 31/12, così ho citato lui.
      Io sono solo agli inizi. Ho preso in biblio: Un bel giorno di libertà e Diario notturno, e ho acquistato Diario degli errori. Mi piace molto come scrive, quindi voglio sapere più possibile. Questi testi, sono frammentari, niente trama, ma arrivano come se si sfogliasse un album di istantanee. Come sempre, Parigi viene a me (sarà un caso, o semplicemente le nostre culture sono inseparabili?) quindi mi piace leggere dei suoi resoconti di viaggio nella mia città ideale. Mi interessa anche il suo rapporto col cinema, con Fellini. C'è da leggere parecchio insomma.

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