mercoledì 14 dicembre 2011

IN-tolleranza... up to you!

Ho scelto questo titolo perché mi ricorda un modo di dire forse arcaico, ma poi nemmeno tanto, con cui le donne vengivano fino a pochi anni fa (forse ancora oggi) ufficialmente definite  quando "Prendevano marito". Appena il tempo di inanellarsi l'anulare (...che altro?) e smettevano di essere  quel che erano per diventare altro,  il tutto grazie a due semplici letterine: I+N.Emily Dickinson: ...I'm "wife" - I've finished that - (Sono "moglie" - ho concluso quello -) Poesia n° 199 a tema con l'argomento.]
Alle medie ricordo che una prof prendeva bonariamente in giro una compagna di classe il cui cognome era "Partenza". Le diceva sempre: "Sicche tua madre è IN-Partenza...perché sposando il papà è diventata XXX ..."in" partenza".
Una battuta demente, è ovvio! Ma persino una prof mediamente intelligente a volte può dire cazzate perché si, accettiamolo, siamo tutti un po' IM-perfetti, fortuna! Ma anche... no! Ascoltavo  proprio sta sera su Rai storia, il racconto della biografia di colui che ha messo a punto le bombe sganciate su Nagasaki e Hiroshima.
Da piccolo era una mente affilatissima, tipo il nostro  Leopardi (mi viene in mente lui!), solo che questo s'è limitato a usare la sua erudizione per scrivere poesie e riflessioni, l'altro invece, ha seguito alla lettera il consiglio di chi gli disse: "Se con le doti che hai ti accontenterai di essere semplicemente il primo, avrai fallito"... Bella responsabilità a volte, essere una mente! Le bombe alla fine furono sganciate...e fu subito sera! Direbbe un altro ben noto poeta, ma non fu sera, solo morte, lacerazione di carni viventi e inenarrabile dolore.

Quasi pittoresca la foto. Peccato le conseguenze terrificanti in termini di malattie, morti e deformazioni ambientali e umane. 

La seconda parola del mio titolo è "Tolleranza":
"Tolleranza" è forse la più bella parola del nostro vocabolario, ma quando "contrae matrimonio" con l'ignoranza (Ignoranza In-Tolleranza per tornare alla demenza di cui sopra) diventa quella cosa orribile che provoca vertiginosi regressi per l'umanità. Forse sono troppo radicale, ma ogni volta che un uomo muore per causa di un'altro uomo, tutta l'umanità regredisce di un passo,  e dico "uomo" in senso lato, vale anche per le donne ovviamente.
"Tolleranza" mi piace persino più di "Democrazia", perché la seconda ci mette  un attimo  a diventare demagogia ovvero usufrutto di vecchi ideali e speranze andate a male.
 La tolleranza è invece una forma di democrazia messa concreatmente in pratica. La si vede ad occhio, quando c'è, si respira lungo le strade e si sente nelle orecchie. Purtroppo non è un fatto che si limita alla convivenza fra genti diverse. C'è molto da lavorare anche fra noi "simili".
Per motivi di sfiga personale sono capitata in strutture sanitarie tre o quattro volte in questo mese, e non posso non notare che TUTTE LE VOLTE ho assistito almeno ad una lite da corridoio molto animata fra gente che parla la mia lingua, e m'assomiglia in tutto e per tutto.
Hanno fretta, molta fretta! Sono arrabbiati, hanno tutti "i loro problemi", e nemmeno li sfiora il sospetto che tutti,  proprio tutti hanno problemi, perché, semplicemente, le persone possiedono una natura problematica, si perché sto viaggio fra due parentesi anche dette vita-morte ci porta verso..."il futuro" per gli ottimisti  borghesi, o verso la morte, per chi ogni tanto si ferma a riflettere, (Fra le tante cose, va a sapere la data di scadenza!)
Alla luce di tanta banale ovvietà, come si fa a non capire che tre quarti delle nostre energie le buttiamo dietro a cause perse, prive di ogni logica e valore? 
Preferisco la tolleranza, il rispetto, perché ci si sente più degni la mattina quando ci si alza dal letto. E se qualcuno in questo senso sbaglia, ci tengo molto a non essere io.

UP TO YOU! é la terza parte del titolo.
Perché in inglese? Che motivo c'è di ficcare sempre le lingue "straniere" nel nostro perfetto idioma? Nessuno, solo che è più  incisivo di "é una tua scelta" . Up to you fa molto "Sopra di te"... insomma, le scelte che si fanno hanno un peso e se stiamo sempre a rompere coi nostri diritti -sacrosanto- non dovremmo scordarci che abbiamo anche una serie di doveri.

Perché un post tanto strampalato?
CRONACA RECENTE:
A Torino una ragazza s'inventa uno stupro mai esistito, ovviamente gli imputati sono stranieri- nomadi!
A Firenze, come nel Bronx si spara a vista su ragazzi Senegalesi. Unica colpa: Essere venuti in Italia.

Un amico per l'occasione, mi ha ricordato una celebre e densa riflessione di Bertold Brecht. 

Bertold Brecht.
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Ecco un'altra parola piena d'insidie... la "Storia". 
In questi versi non è mai citata espressamente, ma si nasconde dietro ad ogni riga. Bastano "semplici" parole indirette per evocare orrori come guerre,  genocidi, stermini di massa. 
Come "Esseri umani"  facciamo fatica ad accettare queste cose senza provare un po' di vergogna, si perché, come ci ripetiamo da secoli, noi ci siamo molto evoluti rispetto agli animali, e allora come spiegare razionalmente tutto il male che sappiamo creare organizzandoci a tavolino, con tanto di progetto e concerto di menti eccelse? Gli "ideali", cose da uomini grandi, così si dice, ma a pagare sono gli uomini piccoli, così pare...  e fa strano che a dirlo sia proprio io che ideali praticamente ci vivo. Colpa della cronaca! Si è quasi costretti al noioso realismo. Fatti! Solo fatti.
Si è ucciso in nome di Dio, che era un ideale di amore e pace universale?! 
Si è ucciso in nome di Maometto, e in nome suo si compiono ancora brutalità di ogni sorta.  
Si è ucciso in nome di Budda -Penso ai preti seppelliti vivi qualche tempo fa nel Tibet -
Si è ucciso per ideali di comune fratellanza decisi a forza da un gruppo di fanatici.
Si è ucciso per ideali di superiorità della razza.
Si è ucciso per noia.
Si è ucciso per follia.
Si è ucciso per errore e pregiudizio. 
Si è ucciso per falsa morale.  
Sembra che basti davvero un niente per uccidere qualcuno.
Meravigliose le prime pagine del romanzo di Malraux: "La condizione umana"in cui è descritto lo stato d'animo di un uomo che accoltella un suo simile mentre dorme. E' tutto così emotivamente razionale e intenso che si ha l'impressione di vedere quel che invece si sta solo leggendo... La resistenza della pelle alla lama... il coraggio, il terrore dei più piccoli rumori, la fuga quando tutto è finito e il sangue si spande sul lenzuolo.
E poi film a tonnellate e a tratti fantascientifici, sul Bronx in cui le gang si sparano da macchina a marciappiede, oppure i bravissimi investigatori che prima o poi... "Giustizia è fatta"
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/433883/
L'immagine racconta del rogo al campo Rom di Torino motivo?
Una "innocente" menzogna.

Poi c'è la vita, ed è quasi sempre un'altra cosa.
- Dovrei dire, "dovrebbe"? 
Una ragazzina perde la verginità che "considera valore", dice,  perché é "cattolica" come tutta la sua famiglia, e dunque è in line con quella scuola di pensiero secondo cui il sommo valore di una donna altro non è che una sottile membrana, che il buon Dio ha locato sapientemente nel corpo della donna a mò di antifurto, ovvero prova inconfutabile che l'usufrutto della zona fragile e pregiata, non sia mai avvenuto prima d'incontrare il solo uomo che, senza dubbio, si amerà per tutta la vita. Ovviamente di quel che fa lui col suo sesso non glie ne frega niente a nessuno! Ma siccome è un uomo...beato lui, può scegliersi altri valori!
Mi si accartoccia la pelle dai nervi mentre scrivo queste cose arcaiche e dannatamente ridicole,che pure sembrano in grado di  sopravvivere anche nell'era dell I-pad! Non mi capacito! Insomma, la ragazza alla fine è caduta in tentazione, e ormai vittima del suo "peccato" che fa? Dice che l'ha stuprata uno zingaro... e il popolo IN-tollerante non aspetta altro che un pretesto per imbracciare le forche e dare la caccia al nemico. ("... Fui contento perché rubacchiavano" ...Brecht! )
Smosso il polverone, la ragazzina si è spaventata! Non voleva ovviamente! E allora? Perché l'ha fatto? Nessuno le ha insegnato il sommo valore del Rispetto per il prossimo in questi anni?
Lo dice anche la sua religione:
"AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO"
...ma se lo scordano di continuo certi credenti!

La verità per lei non rappresenta un valore. Solo la verginità haimé...perduta! 
Che altro?
Il Bronx dicevamo...
Non è più necessario attraversare l'Oceano. E' anche qui da noi.
Prendi la pistola, mira il "Negro" anzi "i" plurale, poi premi il grilletto. BANG! E quelli cadono a terra. Fine del film. E' tempo di fuga. Le vittime sono "NEGRI", gli sporchi negri! Li chiamano così. Anche molti non violenti e non razzisti li chiamano così, e io m'infervoro ogni volta per tanta leggerezza.
"Nigger" è una definizione profondamente razzista, e dunque va evitata. Punto.
 In A Dictionary of Modern English Usage (1926), H. W. Fowler states that applying the word nigger to "others than full or partial negroes" is "felt as an insult by the person described, & betrays in the speaker, if not deliberate insolence, at least a very arrogant inhumanity"; but the second edition (1965) states: "N. has been described as 'the term that carries with it all the obloquy and contempt and rejection which whites have inflicted on blacks.' ".

Visto che siamo in un blog che parla di letteratura...
Negli ultimi anni a NY si sta diffondendo la tendenza che attorno agli anni '50-'60 del secolo scorso è stata tipicamente francese: ovvero auto-denominarsi con nomi che altri hanno usato in senso dispregiativo. Il "Nouveau Roman" nasce da un articolo molto sprezzante che ironizza su questo tipo di scrittura (Sarraute, Butor, Robbe-Grillet etc). La "Nouvelle vague", la "Nouvelle critique" e così via.... hanno seguito più o meno lo stesso iter.
Morale: Le persone di colore in America, fra di loro, si chiamano "Nigga", ma SOLO fra di loro. E' un modo di riappropriarsi di un passato che gli è stato rubato, è un modo per esorcizzare, e si può ben capire. Ma noi non dobbiamo chiamarli così. Li abbiamo uccisi, umiliati ed offesi per secoli, è tempo di consultare la coscienza di tanto in tanto!
da: http://www.liberetuttefirenze.blogspot.com/
La reazione della comunità ai "Fatti di Firenze" è stata diversa rispetto a quella di Torino.
La gente in questo caso ha fatto cerchio attorno ai perseguitati. Cuori a forma di candele per quei ragazzi senegalesi che hanno attraversato un mare ostile, una vita ostile, vittime di una grande speranza che avevano negli occhi e nella mente: L'Italia. E qui sono morti! Non nelle loro terre corrotte, ingiuste,  affamate, ammalate, povere. Non lì, ma qui sono morti! In seno alla "comunità EUROPEA", nella super civile Italia. Un posto pieno di gente "per bene" e di pazzi!
Sono certa che la gente italiana di valore sia infinitamente superiore in termini numerici, ma purtroppo sono le dannate minoranze marce che fanno più rumore e notizia: I Razzisti, i Mafiosi, I Corrotti,gli IN-tolleranti, persuasi della loro superiorità. Su che base?
  • PIGMENTAZIONE DELLA PELLE.
  • LINGUA D'ORIGINE DUNQUE CULTURE DIVERSE.
  • ALIMENTAZIONE.
E... basta!
No... no... vengono qua a rubarci il lavoro!!

Quando gli emigranti eravamo noi... per altro, sembravamo
un po' "Zingari" anche noi, o sembra a me?

E che vogliamo dire allora dei nostri padri, e/o dei loro padri che sono andati ovunque nel mondo a "Rubare" il lavoro dei "nativi"?
Che vogliamo dire degli italiani del sud che vanno a vivere nel nord e per il solo fatto di starci gli permettono di...esistere?! (Gran parte di loro sono emigrati o figli di emigrati!) 
E la storia?
Basta consultare i primi capitoli di un qualsiasi manuale di storia medievale per tenere a mente che il ben noto "Impero Romano" occupava un lembo di terra ben superiore alla semplice città di Roma... diciamo pure che aveva sforato e s'era esteso fino al nord dell'Africa che è, santo IDDIO, il posto dove nacque e morì quel tizio che tanti razzisti e ignoranti portano appeso al collo in oro, argento o semplice legno!  -Gesù Cristo era israeliano (Non lontano dall'Africa) Ricordalo sempre!!!

...E' che l'Africa ci piace un sacco come turisti.
La Colò ce lo dimostra quando ospita viandanti che scoprono incantati le meraviglie dell'immensa Africa.

L'Africa però ci DIS-piace quando sotto Natale, a un ora dal mangiatone, ci fanno vedere il bambino povero col pancino gonfio e la mosca sempre sotto il naso. "Sono così fortunati" Ci viene da pensare, ma appena due minuti dopo... meglio cambiare canale che ste cose intristiscono. Dopo tutto è Natale!

L'Africa non ci piace affatto se s'imbarca su gommoni di fortuna per venirci a trovare. Sono troppi e noi non siamo in grado di ospitarli tutti. Non che non sia del tutto vero, ma di certo ci sono modi e situazioni che la politica dovrebbe e potrebbe valutare, se solo ne avesse la voglia o le capacità.

Non sono qui per fare la moralista, né per vestirmi  da "buonista".
Parlo nelle vesti di figlia di emigranti, dunque, per motivi che ben non so, storie come queste, mi sembra che riguardino anche me. Se fosse capitato a mio padre, a uno dei miei zii? mi chiedo.
Ho parenti negli Stati Uniti e nell'America del sud, in Francia anche... mio padre ha lavorato vent'anni in Germania, e grazie a questo noi abbiamo potuto vivere, come oggi fanno gli africani con le famiglie che si lasciano alle spalle.
Non appartengo al gruppo di gente che si sente figlio della patria. Io mi so figlia del mondo. Fiera, fierissima della mia lingua e cultura, ma cosciente che le altre lingue e culture non sono per forza più scadenti della mia. Semplicemente non le conosco o non le so apprezzare. Certamente sono contro qualsiasi forma di violenza che si nasconde dietro la scusa della religione e di fanatismi vari, ma il mondo lo penso diviso fra persone sostanzialmente oneste e persone propense a delinquere e so che non è una questione di stato di appartenenza, ma un fatto individuale.

Lo scritto segue non è di B. Brecht. Non so di chi sia in verità, e la trovo in giro sul web sempre un po' diversa rispetto a se stessa, ma la sostanza è sempre la stessa, e mi pare interessante, così voglio chiudere il mio sfogo contro chi si vanta di essere razzista, vantandomi di NON esserlo. Il mondo lo so a colori, non in Bianco e Nero e mi piace così.
TOLLERATE GENTE!

Quando nasco, sono nero -
Quando cresco, sono nero -
Quando è caldo, sono nero -
Quando è freddo, sono nero -
Quando ho paura, sono nero -
Quando sono malato, sono nero -
Quando muoio, sono nero -
Tu,
Quando nasci, sei rosa -
Quando cresci, sei bianco -
Quando è caldo, sei rosso -
Quando è freddo, sei viola -
Quando hai paura, sei giallo -
Quando sei malato, sei verde -
Quando muori, sei grigio.
- Allora, perché continui a chiamare me "Uomo di colore"?
This picture belongs to Robert mapplethorpe


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