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giovedì 27 novembre 2025

Tutti insieme per Beje. 7 dicembre 2025

Domenica 7 dicembre, Benedetta Blasi, per tutti “Beje” avrebbe compiuto ventun anni, e sappiamo bene quanto sia stata speciale la sua esistenza, quindi la festeggeremo e la ricorderemo con uno spettacolo dedicato a lei, come è giusto che sia! 

Per puro caso, l’evento si svolgerà all’insegna di una specifica lettera dell’alfabeto, ovvero la “M” …M di Musica, a Moie di Maiolati Spontini… ma non è finita qui, e posso dimostrarlo :- )

Inizio dalla "M" di Milena, la Mamma di Beje!

Ho conosciuto Milena alla fine di un fantastico concerto delle nostre amate Bollicine. Era la data Zero del “Beje Tour 2025” ed eravamo a Cupramontana.

Il teatro Concordia era pieno zeppo di gente. Faccio fatica a raccontare alcuni momenti di quella serata, perché sembrava che il tempo si fosse “Riempito” di tutti noi mescolati a qualcosa di più grande rispetto alle nostre quotidianità. Qualcosa di indefinibile ed immenso.

Milena è salita sul palco per suonare il flauto con la Band, la canzone: “Vivere… è passato tanto tempo”, l’ha scelta Beje. Nei fatti erano passati solo pochi mesi da quel triste momento, e c’era tanto di cui soffrire e tanto da omaggiare. 

I pensieri di noi spettatori sembravano impigliati ai pulviscoli sospesi nell’aria, mentre guardavamo le immagini di Beje sullo schermo ed ascoltavamo la sua voce limpida che ci diceva, guardandoci negli occhi:

“Fate della vostra vita una storia luminosa e straordinaria” .

Se ci venisse in mente che, in fondo, aveva solo vent’anni, e che quegli entusiasmi a vent’anni è lecito averli, la risposta ce la dà Brunori Sas, ed è definitiva:

 “…Avere vent’anni o cento, non cambia poi mica tanto, 

se non riesci a vivere la vita com’è”.  

Beje ha saputo vivere le sue ore, la sua malattia, il suo destino, e non tutti ne sono capaci. L’accettazione è la parte più difficile del nostro vivere quotidiano.

La seconda "M", appartiene a Maurizio Socci. Di lui conosciamo la passione e la professionalità con la quale, da anni, ci racconta tramite ETV Marche, ciò che accade nelle Marche. Maurizio condurrà il pomeriggio dedicato a Beje, e ne siamo molto felici!


La terza "M" è legata alla Musica, ovvero al Violino di Marco Santini, Maestro violinista, che non ho mai avuto il piacere di ascoltare, ma so che sarà bellissimo!

La quarta "M" e la quinta, sono di Mirco Cerioni e Simone Mondati, rispettivamente voce e tecnico del suono della nostra cover band del cuore: Le bollicine. 

A loro, come ho già detto, dobbiamo il "Beje Tour 2025" fra le cose più belle che ci siano capitate quest'anno. 

Non riuscivo ad immaginare come avrebbero trovato il giusto equilibrio fra argomenti immensi e la necessaria leggerezza richiesta ad un concerto rock, ma ci sono riusciti ben oltre le nostre aspettative.

Beatrice, Benedetta, Mirco e Milena.


"Fate della vostra vita una storia luminosa e straordinaria" 

...è diventato lo slogan di Beje anche grazie alla puntuale ripetizione del “momento Beje” ad ogni concerto, grande o piccolo che fosse, e noi non lo dimenticheremo.

Mirco e Simone saranno presenti allo spettacolo del 7 dicembre, e ci regaleranno qualche brano di ottima musica, che scopriremo sul momento, e non vediamo l'ora.



Infine…

Dalla "M" di Medici, saltiamo alla "F" di “Fondazione Ospedale Salesi di Ancona”, alla quale dobbiamo tantissimo.

I membri della Fondazione Salesi accolgono, accompagnano, sostengono e provano ad alleggerire un impegno gravoso quale è assistere una persona cara che sta male, in questo caso, ricordiamolo, si parla di bambini!

Basta guardare un TG per capire a che livello ci siamo affezionati, o forse infezionati rispetto alla narrazione esasperante di tutto ciò che manda a male le nostre società, e così finiamo col dimenticare le parti nobili e necessarie nelle nostre vite, ovvero le persone grazie alle quali, la parola "umano" non somiglia solo ad un abominio (vedi TG di qualsiasi ora).

Dobbiamo tantissimo a chi, ogni giorno, sceglie di fare quei dieci passi in più verso l'altro, in questo caso, ribadisco, l'altro è un bambino, pertanto dovremmo essere presenti tutti quanti alla festa di compleanno di Beje, perché sarà un modo per celebrare la ragazza bellissima, sensibile, intelligente che era,  ed il regalo sarebbe quello di aiutare altri ragazzi e ragazze che ogni giorno vivono in bilico fra paure e speranze lungo le corsie del Salesi.

Grazie al Salesi, e grazie alle persone sopra elencate, che offriranno le loro abilità artistiche e professionali per una causa così tanto importante.

Domenica 7 dicembre 2025, ore 17:00 a Moie di Maiolati Spontini!!

 Il Salesi ha tante piccole Beje di cui prendersi cura, e per questo ha bisogno di altissima competenza medica, che purtroppo non basta. Serve anche il nostro sostegno. Bisogna avvicinare le "distanze"; ed ecco la nostra occasione!

Il 7 dicembre, alle 17:00, presso l'Auditorium del Polo Scolastico M.L.King di Moie di Maiolati Spontini, festeggeremo Beje ed il privilegio di averla incrociata, ognuno a modo suo. 

Ricordiamo di prenotare prima dell'evento!

 

La Prenotazione è obbligatoria, e va effettuata presso la FONDAZIONE SALESI, Tel: 071 5962850 tutti i giorni:

Mattina: da lunedì a venerdì, dalle ore 09:00/13:00

Pomeriggio: lunedì e giovedì, dalle ore 14:00 alle 17:00

Ingresso a donazione libera.

Chi desidera contribuire, può farlo anche tramite bonifico al seguente IBAN: IT78K0306902609100000005545

 

Ci vediamo lì!

Qui di seguito, il link al sito ufficiale della Fondazione salesi, per seguire le loro attività:

https://www.fondazioneospedalesalesi.it/

 

 


sabato 3 maggio 2025

Beje tour 2025. Le Bollicine, Vasco Rossi tribute Band.

Cosa sai della gioia? 

Io so che non dipende da ciò che possiedo, da come mi vesto e da quante cose faccio all'ora. Della gioia so che mi ac-cade addosso a mia insaputa, è questione di istanti. La sento e capisco che c'è perché smetto di pensare a tutto ciò che mi spaventa. Divento allora il tempo che sto indossando, mi intreccio umanamente con chi mi sta vicino, abbasso il tasso di ostilità e non mi proteggo più perché, in tempo di Pace, spirano i nemici, perdono importanza. Evviva! (... e io sono viva) 

La gioia, quando mi accade, la rivedo nelle foto e la riconosco; ha dei tratti somatici che sono suoi. Io le presto soltanto i connotati. Le persone felici, facci caso, non sono brutte o belle, sono solo felici, e così arrivano a chi le guarda. Diventano persino contagiose, e non servono vaccini, al contrario! Ci si augura una sana pandemia, se il virus è la gioia. 

La gioia è bella finché dura; quando  finisce, la rivuoi. Funziona così. 

Bisogna così tornare sui luoghi del delitto. Nel mio caso, di solito, questi luoghi prevedono un palco, degli strumenti, gente che suona e gente che canta, passando per gente che balla. Dipende dal fatto che, se avessi assecondato la mia natura, io sarei quella cosa lì, ma non lo sono, e quindi mi occorre il sogno vero degli altri per ricordare la mia parte vitale, parzialmente sommersa. 

Il prossimo appuntamento con la gioia è previsto per domani, domenica 4 maggio a Senigallia, per la prima data del Tour estivo al mare per le Bollicine, Vasco Rossi Tribute band. 

Dove? 

lo scorso anno...


Lido Acquapazza, Lungomare Goffredo Mameli, 189. (Tel: 339 543 7467)  

Quando?

Domenica 4 maggio, pranzo e poi concerto, h 16:00, oppure concerto h 16:00. 

Il lido Acquapazza è un posto molto bello, con tanto mare attorno, sabbia sotto ai piedi e  birra da sorseggiare, ma non è obbligatorio! hanno anche altre bevande. Si può fare tutto ciò che si vuole.

Un attimo prima...

Teatro Concordia. Cupramontana. 26/04/2025 

La data Zero si è svolta il 26 aprile 2025, a  Cupramontana, nel fantastico Teatro Concordia. Beato chi c'era! E' stato splendido, come la canzone.  

Ma chi sono queste bollicine? 

Le Bollicine. 26/04/2025 Cupramontana. 

Per chi non lo sapesse, questa band è composta da un bel numero di persone, ovvero:  

  1. Simone Mondati, che si occupa in modo egregio della parte tecnica, dunque luci, montaggi, somontaggi, sbattimenti e coordinazioni tutte.
  2. Mirco Cerioni, che è la voce e l'anima delle "Bollicine", ovvero un progetto nato 22 anni fa, per una scommessa col destino che Simone e Mirco hanno deciso di tentare, su insistenza iniziale di Simone, che noi ringraziamo! Forse non pensavano di arrivare così lontani, ma è bello che ci siano riusciti a questi livelli! 
  3. Daniele Ganzetti, Tastiere. Fa parte del progetto dalla prima ora e, insieme a Mirco, esegue ogni tanto spettacoli di Voce e Tastiere. (sul sito ufficiale, di cui lascio riferimento a fine post, troverai le varie date) 
  4. Anna Greta Giannotti, Chitarra elettrica. Anche detta la First lady delle bollicine. Greta è una ragazza di grande talento, che ha suonato con artiste del calibro di Giorgia. 
  5. Andrea Giovannetti, chitarra elettrica storica della band. Dire che è "bravo" è  riduttivo. 
  6. Matteo Venanzi, basso & allegria. Raramente ho incontrato persone così giocose e simpatiche su un palco e nella vita. Tanta stima e simpatia :-) 
  7. Mattia Principi, Batteria portentosa. ultimo ad arrivare nel gruppo, è nato la notte in cui le bollicine venivano al mondo, tipo un destino, di cui siamo tutti molto felici. 
  8. Nicole Vestuto, corista, aggiuntasi quest'anno. ragazza di grande talento, di grande bellezza e di grande umiltà, con un bel curriculum, nonostante la giovane età! in bocca al lupo! 


Ci tengo a "Fare i nomi", ad indicare le persone, perché so quanto siamo distratti nelle nostre quotidianità rispetto al "Making off". Ci sembra spesso tutto facile ed immediato, invece fra questi nomi ci sono ben 22 anni di "mestiere", di situazioni più o meno facili, di intoppi amministrativi, di problemi tecnici, di Performances che, immagino, a volte siano andate bene, altre volte meno, e poi la magia della data Zero, a Cupramontana, dove tutta questa gavetta si è condensata in uno spettacolo perfetto ed emozionante, frutto di un lungo inverno di studio e programmazione. 

Che scaletta scegliere? Con che criterio? Non lo so, ma so cosa ho sentito. 

Cosa succede in città? 

"Siamo noi, siamo noi quelli più stanchi, siamo noi siamo noi che dovremmo andare avanti". 

E' musica? Politica? Attualità? oppure è soltanto una canzone? Chi lo sa? 

"Cosa succede in città? C'è qualche cosa si, qualcosa che non va". 

Sono solo canzoni, sento dire in giro, ma le canzoni hanno il potere di ricordarci chi siamo e come siamo messi. La società attuale ed i suoi deliri universali sono costantemente parte dello spettacolo, e lo trovo sensato oltre che necessario. Non so quanto sia "utile", ma so che è necessario. 

Nel mezzo della preparazione del  tour, è capitato un fatto di immensa gravità. 

Benedetta Blasi. Beje. 

Benedetta Blasi, "Beje" si è spenta in un ospedale di Ancona che confina col mare 

E' successo nei primi giorni di gennaio del 2025. Aveva poco più di 20 anni, ed una voglia enorme di vivere. Lei cantava, suonava, ed ascoltava le Bollicine tutte le volte che le era possibile. Era molto legata a Mirco, pertanto, questo evento sconvolgente non poteva essere archiviato a fatto personale. Il Tour è presto diventato "Beje Tour 2025", e così, per tutto il 2025, Beje sarà insieme a noi, ovunque le Bollicine si esibiranno. 

Mariangela Gianangeli. Beje Tour 2025. Cupramontana. 

A Cupramontana, Milena Gianangeli, che è la mamma di Beje, ci ha regalato una lezione di coraggio e forza che difficilmente dimenticheremo. Lei è salita sul palco ed ha suonato il flauto davanti ad un teatro pieno, sfidando il nodo alla gola, ed è stato quanto di più Umano mi sia successo da anni. 

Quello che ci succede non dipende quasi mai da noi, ma il modo in cui decidiamo di reagire fa la differenza in modi che spesso non riusciamo a concepire. Io credo moltissimo nel potere della "Porta aperta", o anche del "Muro rotto", del Ponte, di ciò che crea connessione piuttosto che astio, dolore gratuito e sofferenza cieca, ma non è sempre facile, non sempre è possibile. Milena l'ha fatto. 

Ciò che segue, potrebbe sembrare una forzatura, ma non lo è. 

Il suo esempio ci parla di guerra in Ucraina, di morti in Palestina ed ovunque la gente si ammazzi, perché contiene il valore alto della "resa". Lei ha testimoniato la "Resistenza" ai fatti grandi, ci invita, senza alcuna pretesa ad un nuovo punto di vista sulle cose.  

Chi non conosce figli e genitori che si scannano ogni giorno per ragioni francamente futili ma anche violente? ovvero tentativi di imporre confini, modi di essere e chissà quanto altro. 

 Beje non c'è più, e quella madre, insieme alla sua famiglia, hanno fatto ponte col passato, tenendolo in vita, senza vittimismo, senza recriminare nulla. 

Non accusano la sanità per eventuali mancanze, ma ringraziano per tutto ciò che hanno ricevuto. 

Non reclamano vittimismo per l'ingiustizia subita, ma ricordano che la vita comincia e finisce per tutti, ciò che conta è ciò che ne facciamo nel mezzo, fra la prima e l'ultima parentesi. Fare piuttosto che Parlare di fare. Esserci ogni volta che si può. 

Non c'è stato nulla di retorico, nulla di forzato. Tutto è andato esattamente come doveva. Siamo usciti da quello spazio di Concordia con l'impressione di aver partecipato a qualcosa di molto intimo e personale, qualcosa che ha incluso tutti, che un po' ci ha cambiati, in meglio.

Era un concerto. 

Era "Solo" un concerto? 

Risponditi da solo. 

Domenica, al mare, lo spettacolo sarà diverso, per forza di cose, ma lo spirito sarà lo stesso. 

A quanto ne so, Milena potrebbe essere di nuovo presente. 

Io ci sarò, perché devo molto a queste persone che da anni portano gioia nella mia vita per il semplice fatto di esistere e, come dico sempre, va inteso "senza scatto alla risposta". Non esiste obbligo o aspettativa di corrispondenza. E' così e basta. 

Ci andrò perché, in culo ai miei grandiosi e ventennali DCA, io ballerò come una matta, incurante del mio tondo corpo. (e non sarà facile, come forse può sembrare). 

Ci andrò per esercitarmi con la mia costosa Canon che uso a malapena e che mi crea un mezzo imbarazzo, ma adoro averla fra le mani. 

Ci andrò perché esserci è bello, e se anche  una sola persona decidesse di unirsi allo spettacolo dopo aver letto queste parole, io ne sarei molto felice. 

Fra muro e ponte, sceglierò sempre il ponte! tu?! 

Lo scorso anno, al lido Acquapazza. 



L'angolo del link. 

www.lebollicine.it 

Questo è il sito Ufficiale delle Bollicine. Troverai la scritta "sito non sicuro", ma stai tranquillo! è solo un errore tecnico. Il sito è più che sicuro. 

Mirco Cerioni 

Questa è la pagina Facebook di Mirco. 

Le bollicine. 

Qui trovi la pagina dedicata a le Bollicine 

Official Fans club, Le Bollicine. 

Se ti interessano gli artisti, li trovi ugualmente su Facebook e su Instagram. Li trovi digitando i loro nomi! 


Lido Acquapazza 

infine...












lunedì 2 ottobre 2017

Liberi di fare.

In questo post, una lettera aperta che Elena e sua sorella Maria Chiara Paolini indirizzano al Presidente del Consiglio ed ai Ministri tutti. 

"A te che stai leggendo: abbiamo bisogno di te. Abbiamo bisogno del supporto di tutti. Saremo più ascoltati se tante persone conoscono il problema: Per cominciare, per favore aiutati a diffondere la lettera" 




Caro Presidente del Consiglio e cari Ministri,

Come butta?

Siamo due sorelle, Elena (quella con la maglia bianca) e Maria Chiara (quella con la maglia gialla).

Siamo disabili. Più precisamente, da sole, non riusciamo a fare quelle cose che la gente di solito fa se vuole restare viva. Quindi mangiamo, ci laviamo, puliamo casa e abbiamo una vita sociale innanzitutto grazie a delle assistenti personali. 
Le nostre assistenti agiscono al posto delle nostre gambe e braccia, e questo ci permette di "fare cose vedere gente" e in generale vivere come c***o ci pare.
Le paghiamo grazie a due cose: i fondi ridicoli che lo Stato ci dà e gli enormi sforzi economici della nostra famiglia.

Ma questi soldi finiranno presto, e allora dovremo limitare seriamente la nostra vita, e indipendenza, e felicità. La nostra libertà ha una data di scadenza.

È molto semplice. Senza assistenti, non potremo più uscire liberamente. Magari perché non avremo qualcuno che guidi la nostra macchina per andare dagli amici. O magari non potremo fare la doccia quando vogliamo. O non avremo nessuno che cucini al posto nostro. 
Farsi un toast, arrivare a uno scaffale alto, scostare le coperte e scendere dal letto, fare la doccia, mettere il reggiseno, caricare il cellulare, depilarsi. Sono funzioni basilari, eppure c'è una categoria di cittadini che per soddisfarle deve tirare fuori i soldi e pagare, oppure rinunciare.

Sì, perché i contributi statali attuali, di entità diversa di regione in regione, sono niente più che un'elemosina, una presa per i fondelli neanche tanto sottile. 
"Non c'è budget", e intanto una persona non esce di casa da un mese. "Hanno tagliato i fondi", e intanto qualcun altro non si può lavare da una settimana. "Non ci sono i soldi", e intanto un ragazzino non può uscire con gli amici.
Eppure paghiamo le tasse, e ci aspettiamo che ci tornino.

I fondi che ogni tanto vi vantate di stanziare per i disabili in realtà vengono destinati in gran parte alle case di cura, perché dietro alla case di cura - diciamolo ad alta voce - ci sono lucrosi interessi.
È lì che va chi non ha parenti, partner o amici che possano lasciare il loro lavoro per assisterlo. Ma cosa succede in una struttura residenziale per disabili? 
Immaginate di non poter uscire, non poter vivere con chi vi pare, non poter compiere scelte e non avere libertà di movimento. Che tutto questo sia legale, solo perché sei disabile. Che tutto questo sia sconosciuto e sotterraneo, perché i reporter là dentro non ci arrivano.

Siamo assolutamente pronte – e con noi tanti altri – a lottare fino a che sarà necessario contro una vita di costrizioni e di rinunce.

Lo Stato ha il dovere di intervenire: proteggere le persone più vulnerabili e oppresse è proprio la sua funzione primaria. Andate a ripassarvi la Costituzione la Carta dei diritti ONU del 2009, e le leggi specifiche. Poi applicatele. 
È imbarazzante, sembrate un bambino che non ascolta la maestra e poi si fa male o sporca dappertutto, e piange. Adesso però non frignate, potete ancora pulire questo gran casino.

Abbiamo bisogno di assistenza ora, per vivere le nostre vite adesso. Al momento ce la caviamo alla meno peggio e perdiamo opportunità, facendo con quel che c'è e rimanendo schiacciati: molti di noi stanno in pratica morendo, sprecando la vita. 
Spesso non possiamo neanche fare una cosa normale come cercare lavoro, perché semplicemente non possiamo permetterci una persona che ci vesta tutte le mattine, e lo spiegate voi al mio capo che non dispongo pienamente del mio tempo?

Diciamo chiara una cosa. La tragedia non è il non essere autosufficienti: la tragedia è vivere in un paese che pensa di essere ancora nel Medioevo.

Siamo qui per assicurarvi questo, semmai ce ne fosse bisogno: non siamo passivi oggetti di cura da rabbonire e lisciare con promesse di cartapesta o briciole di diritti. Abbiamo una lunga lista di ambizioni e aspirazioni, e nessuna intenzione di lasciar perdere.


Siamo stanchi di sacrifici, fondi insufficienti e in ritardo, continue attese, contentini temporanei e rimbalzi di responsabilità. La clessidra della nostra sopportazione sta finendo, e siamo pronti a scendere in piazza se non vediamo risposte concrete.

Vogliamo che venga dato a ciascuno secondo il proprio bisogno di assistenza. Sappiamo che quando volete vi muovete veloci, quindi aspettiamo azioni, e in fretta. Siamo qui, e non ce ne andiamo.

Maria Chiara e Elena 

A te che stai leggendo: abbiamo bisogno di te. Abbiamo bisogno del supporto di tutti. 
Saremo più ascoltati se tante persone conoscono il problema: per cominciare, per favore aiutaci a diffondere questa lettera.

#liberidifare

sabato 24 settembre 2016

"Il gobbo di Notre-Dame"

"Quand vous ouvrez une ècole, 
vous fermez une prison" 
V. Hugo

Questa sera, 24 settembre 2016, a partire dalle ore 20:30, 
si terrà lo spettacolo: 
"Il gobbo di Notre-Dame" del Nirvana Club, 
presso il teatro La Fenice, a Senigallia. 

L'ingresso è a offerta libera, e il fine è quello di raccogliere fondi da destinare all'Orfanotrofio Mahanaimi, per la cura e la protezione di 18 bambini orfani e disabili nella poverissima periferia della capitale Freetown Sierra Leone Africa. 
Nb: non sapevo che parte del ricavato andrà anche ai bambini colpiti dal recente sisma, sicché lo aggiungo adesso! 
A capo di questa impresa, c'è la ONLUS I compagni di Jeneba, del grande Massimo Max Fanelli e della sua compagna di vita, Monica Olioso, che di recente ha assunto il ruolo di presidente dell'associazione.
Una delle tante versioni italiane...
Mondadori. 
Non posso dire molto sullo spettacolo perché non ho avuto modo di vederlo, ma so che deriva da una lunga tradizione di adattamenti e rivisitazioni di un noto capolavoro della letteratura francese. Si tratta di "Notre-Dame de Paris" di Victor Hugo, pubblicato nel 1831 a Parigi.
Questo libro viene ristampato ben otto volte fra il 1831 e il 1832, quando infine approda alla sua versione definitiva. A seguire, nel 1836, viene rappresentato a teatro, senza avere troppo successo. Negli anni tornerà sotto forma di muscial, di film (1956, per la regia di Jean Delannoy, fra le versioni più fedeli all'originale, anche perché conserva il finale tragico) e di cartone animato, come è stato per la Disney e lo stra noto Il gobbo di Notre Dame, che, come si intuisce già dal titolo, tende a spostare il soggetto dell'opera, dalla cattedrale al suo sfortunato abitante Quasimodo e, per necessità di copione, si sceglie di abbellire il finale con un necessario happy ending. 
Colonna di luglio. Parigi -1840-
Piazza della Bastiglia.
Con questa colonna, Luigi Filippo vuole ricordare la caduta dei Borbone
 e quindi della restaurazione, che permette l'avvento al potere grazie alla
monarchia di luglio. (Lo stabile a destra è: L'Opéra), e
 il museo dedicato a Victor Hugo, è molto vicino a questo luogo. 
Ogni testo ha il suo contesto... 
Durante il XIX secolo la Francia conosce tre rivoluzioni importanti: 
1_Quella del 1830 detta: "Le tre gloriose"  di cui si conserva una colonna a Parigi, nello stesso luogo in cui, nel secolo precedente, ovvero nel 1789, la presa della Bastiglia aveva generato la rivoluzione per antonomasia,  "La" rivoluzione francese. Non certo la sola, come dicevamo, ma fra le più importanti.  
2_Quella del 1848 Che mette fine alla monarchia di Luigi Filippo d'Orléans, riportando la Repubblica in Francia, che tempo tre anni, si convertirà di nuovo in Impero per via del colpo di stato di Napoleone III. 
3_Quella del 1870, che mette fine al secondo Impero (di Napoleone III) in nome della III Repubblica, di cui Hugo finisce col rappresentare lo spirito, almeno nell'immaginario collettivo, visto che trascorrerà tutto il tempo dell'Impero, esule a Guernsay, fra Francia ed Inghilterra [che gode di uno statuto speciale]
Victor Hugo negli anni 
Senza troppo tergiversare, negli anni che precedono la monarchia di luglio, un ragazzo di provincia, Victor Hugo, nato a Besançon nel 1802, figlio di un generale napoleonico e di una monarchica, è invaso da un'ambizione straordinaria che lo porta a voler essere uno Chateaubriand o nulla (autore e uomo politico di spicco a inizio ottocento), ma anche un Napoleone o un Cromwell delle lettere, e perché no? un Walter Scott di Francia. E' inutile precisare che finirà col diventare tutto ciò che desidera e anche di più, pagando un prezzo, come è nell'ordine delle cose.
Hugo Scriverà poesie, opere teatrali, romanzi, saggi critici, racconti di viaggiodipinge e si occupa di politica, riuscendo a raggiungere vette importanti in tutti i settori citati. 
Mettendosi contro Napoleone III, sarà costretto per decreto di espulsione, a vent'anni di esilio, guadagnandosi per altro una dedica importante nella poesia Il cigno di Charles Baudelaire, allora quasi disprezzato, e di lì a poco riscoperto dai giovani poeti per i suoi Fiori del male e la loro ingombrante eredità. 

Ispirato ed ispiratore, con la stoffa del leader ed uno sguardo dal respiro epico, Hugo occupa tutto un secolo, attraversandolo, e trovando sempre il mondo per mettersi in luce. "L'immenso vecchio", come lo definrà l'autore di Madame Bovary, Morirà nel 1885, e verrà sepolto al Pantheon, fra i grandi della patria, lasciando un patrimonio artistico piuttosto consistente e raro per importanza e qualità. 
E. Delacroix La liberté guidant le peuple. 1830
Quando nasce Notre-Dame... 
Nel 1830, l'autore è a capo di un gruppo di artisti che desidera mettere fine al classicismo nelle arti, e soprattutto a teatro, dove le "regole" di composizione soffocano ogni possibilità creativa. 
Nb: ricordiamo che in questo periodo Stendhal, outsider delle lettere francesi, dava alle stampe Il Rosso e il Nero, scegliendo di narrare episodi di cronaca locale in un romanzo, laddove la regola generale includeva grandi affreschi di storia, possibilmente datata. Passeranno altri 27 anni prima del successo di Mme Bovary, a sua volta figlia di un fatto di cronaca, ma con tutti i distinguo del caso.

Perché proprio il teatro? 
Nel settecento il teatro ha generato talenti quali Racine, Corneille, Molière, e rimane il genere più nobile a inizio XIX secolo. Da cui l'esigenza di Hugo di passare oltre,  imponendo proprio a teatro le esigenze creative del romanticismo e la sua libera ispirazione. 

L'Hernani (opera teatrale di Hugo) nel 1830, genera una vera battaglia fra classici e romantici per via del fatto che l'autore non rispetta le regole classiche, e lo fa di proposito. L'episodio rimane alla storia col nome di "Battaglia dell'Ernani":  Abito nero contro giubbe rosse... e fu subito romanticismo! 
Per una specie di ironia, il teatro romantico si spegnerà fra le mani di chi l'ha creato. Succederà nel 1843, con Les burgraves, autentico fiasco visto che il pubblico gli preferità "Lucrèce" di Ponsard, un'opera classica. "Pura reazione" sentenzierà l'amico-nemico Sainte-Beuve. 
Forse non a caso, l'autore non tornerà più a comporre opere da rappresentare sul palcoscenico, ed è altrettanto vero che ci saranno altri episodi di teatro romantico dopo questa data, ma non per mano di Hugo. 

Quanto al romanzo, la Francia sembra posseduta da Walter Scott, infatti quasi tutti gli scrittori della prima metà del secolo, sognano di diventare uno Scott di Francia.

Hugo ha già scritto diversi romanzi prima di Notre-Dame de Paris, anche se qui per la prima volta darà l'esatta misura del suo genio, in un romanzo ambientato nella delicata fase di passaggio fra il medioevo ed il rinascimento, a un passo dalla nascita di uno stato moderno, quindi gli scontri fra potere e borghesia servono a ridistribuire i poteri in una nuova Francia. Da questo gioco però sono esclusi gli ultimi, i vagabondi e gli zingari. In un certo senso, le tre gloriose sembrano fare eco all'attacco alla cattedrale! 
Una scena dello spettacolo del Nirvana in merito a Notre Dame.

Trama del romanzo. 
(Si svolge in un breve lasso di tempo, nel 1482

Il 6 gennaio 1482, giorno dell'epifania, si tiene a Parigi la Festa dei folli

In zona di  periferia si stanziano degli zingari (di origine franco-spagnola) e Clopin Trouillefou, ladro ed assassino di professione, è a capo del gruppo. Questo posto diventa: "La corte dei miracoli"  e gli spettacoli che gli zingari offrono alla popolazione, servono in realtà a coprire le loro malefatte visto che gli introiti maggiori del gruppo derivano da furti ed omicidi. La sola a prendere le distanze da questo stile di vita, è Esmeralda, bellissima zingara che danza in piazza con la sua capra Djali. 

Quasimodo è un ragazzo deforme, ed ha a sua volta origini gitane. Come Esmeralda è stato abbandonato dai genitori davanti a Notre-Dame, ed è stato raccolto dall'arcidiacono Claude Frollo. Disprezzato da tutti, è cresciuto appollaiato vicino ai gargouilles (i mostri di pietra della locandina), come fosse egli stesso uno di loro, dunque materia vivente della cattedrale, e  facendo il campanaro è diventato sordo per via del rumore a cui le sue orecchie sono state a lungo sottoposte, e quindi muto. 
Gli zingari eleggeranno Quasimodo "Papa dei folli" per via delle sue stranezze. 

Frollo, l'arcidiacono, pur odiando gli zingari e nonostante la sua carica ecclesiastica, ordina a Quasimodo di rapire Esmeralda, essendosi invaghito di lei e provando un desiderio morboso. 
Phoebus, capitano delle guardie, fa fallire questo intento, e la zingara si innamora di lui ma sposa il poeta di corte Pierre Gringoire, per salvarlo dalla condanna all'impiccagione stabilita da Clopin che così intende punire il poeta introdottosi furtivamente nel campo degli zingari. 
Quasimodo viene fustigato e messo alla gogna per il suo tentativo di rapire la zingara che, colta da pietà, gli porta dell'acqua, facendolo innamorare di lei. 
Phoebus a sua volta, decide di sedurre Esmeralda, ed approfittando della sua ingenuità, la invita in una locanda ambigua dove si nasconde Frollo, intenzionato a spiarli da un armadio, salvo poi essere invaso da gelosia e pugnalare alle spalle Phoebus prima che la donna gli cedesse. Esmeralda rimane sola con Phoebus, creduto morto e viene arrestata con l'accusa di omicidio e di stregoneria. 
Secondo la testimonianza della locandiera, erano entrate tre le persone riunitesi in quella camera, e non due, quindi la terza non poteva che essere il demonio in persona. 

Frollo assiste al  processo religioso di Esmeralda accusata di stregoneria e torturata al punto che, credendosi spacciata, e pensando che Phoebus fosse morto, confessa di aver ucciso il capitano con la complicità del demonio.
Frollo le confessa tutto infine, offrendole la libertà in cambio di favori sessuali che lei rifiuta sdegnata, finendo così sul patibolo.  
Di nuovo è rapita da Quasimodo che prova a salvarla nascondendola dentro Notre-Dame, il cui suolo è inviolabile per via del diritto d'asilo.
Gli zingari, guidati da 
Clopin, si riuniscono davanti alla cattedrale con l'intento di chiedere la grazia per Esmeralda. Quasimodo gli lancia piombo fuso addosso dall'alto della chiesa perché è convinto che vogliano farla uccidere.
A questo punto interviene il re, Luigi XI che ordina la morte della zingara, motivo di disturbo pubblico e considerata strega da tutti. L'esercito decima gli zingari, uccidendo anche il loro capo. Esmeralda è salvata da Frollo, travestitosi e non è riconoscibile. L'arcidiacono rinnova la sua proposta: Sesso in cambio di salvezza, e ancora lei rifiuta preferendo il patibolo al compromesso. Frollo la consegna ai militari. 

In prigione Esmeralda incontra una prostiuta, la sachette, che riconosce in Esmeralda sua figlia, rapita dagli zingari anni addietro. Ciò non servirà a salvarle la vita.
La ragazza verrà impiccata, e sua madre morirà nel tentativo di salvarla. 
Frollo morirà spinto nel vuoto dall'alto di una torre di Notre-Dame da Quasimodo che lo sente ridere per l'esecuzione di Esmeralda. 
Phoebus, ripresosi dalla pugnalata, sceglierà un matrimonio di convenienza. 
Gringoire, simbolo dell'arte formale e classica, continua a scrivere. Ma Hugo preferisce un'arte libera da vincoli creativi. 


Esmeralda verrà gettata nelle fosse comuni, e qualche anno dopo verrà rinvenuto vicino a lei il cadavere di un uomo con la spina dorsale deforme ma non spezzata alla nuca, come accade in caso di impiccagione. E' il corpo di Quasimodo, che in queste nozze mistiche e tragiche, si è lasciato morire accanto alla sua sposa.  


Il finale, come si può notare, è molto più triste della versione Disney, e come in un'opera romantica che si rispetti, qui si muore per amore! 


Esmeralda è contesa da tre uomini. (succede spesso nelle opere di Hugo) 
Frollo incarna la chiesa teocratica ma anche un desiderio malato e forte. E' come un Don Giovanni rimasto vergine. 
Phoebus è un libertino a cui l'autore concede un destino tragico: un matrimonio di convenienza. 
Quasimodo personaggio fra sublime e grottesco, incarna dedizione e passione. Vive fra le campane, ed e come pietra viva della cattedrale, rappresenta dunque una possibilità di rigenerazione della chiesa, anche se l'avvenire religioso dell'umanità appare incerto. 
Il suo essere "mostruoso" somiglia alle fattezze di un popolo bambino la cui forza è ancora male impiegata e la cui bruttezza è primitiva.  Quasi-modo... 


NB: 
Nel 1832, Hugo aggiunge un capitolo importante, dal titolo: Ceci tuerà cela laddove "ceci" è la stampa, e "cela" è la pietra, l'architettura. La stampa, ovvero: "L'invenzione di Gutemberg", risale al 1448, e cambierà per sempre il modo di narrare presente, passato e futuro dell'umanità. 

Notre-Dame è  un sole dormiente confuso con l'aurora, mentre il libro è la seconda torre di Babele del genere umano! (Nel 1836 nascerà la stampa moderna.). La cattedrale è il vero personaggio principale del testo. Il libro nasce da una fantasia dell'autore davanti alla chiesa. 
Grazie al romanzo, l'arte gotica, denigrata nel settecento dai classici, viene pienamente riabilitata, e Notre-Dame viene salvata da distruzione per abbandono!  

Parigi, centro nevralgico del romanzo e della vita di Hugo, che ne è ossessionato, come il suo coetaneo Balzac, che ambienterà la sua commedia umana quasi interamente a Parigi. 



La versione teatrale invece... sta sera, presso La Fenice, Senigallia. 

Aggiungi didascalia
Per un evento speciale... una partecipazione speciale ! 
Special guest di questa sera MR LizHard Sennin!!!!! (Giorgia D'emidio, via Facebook) 


Anche qui abbiamo parlato di questo spettacolo! 


Link you tube al film di Delannoy, in francese!  Essendo un link you tube, rimarrà finché qualcuno non lo cancellerà! 


lunedì 22 agosto 2016

"Il gobbo di Notre Dame"

Spettacolo realizzato dal Nirvana Club. 
Inizio prevendite: 12 settembre 2016 presso Nirvana Club, via Abbagnano 13 (di fronte al cinema UCI) a Senigallia, o tramite mail da indirizzare a: info@compagnidijeneba.org

Data dell'evento: 24 settembre 2016, ore 20:30 presso La Fenice, Senigallia AN. 



Per il secondo anno consecutivo, il Nirvana propone un interessante spettacolo di danza a sostegno di un progetto pensato e gestito dalla ONLUS "I compagni di Jeneba", di Max Fanelli e Monica Olioso. Quest'anno si tratta di occuparsi dell' Orfanotrofio Mahanaimi, per la cura e la protezione di 18 bambini orfani e disabili nella poverissima periferia della capitale Freetown Sierra Leone Africa. 

Appena possibile, intendo scrivere un altro post dedicato al soggetto dello spettacolo, per ora approfitto per rivolgere svariati pensieri a Max Fanelli. 
Sono passati due anni da quello storico incontro in pescheria a Senigallia, e li abbiamo sentiti tutti vista la mole impressionante di cose accadute attorno a noi. Max ci ha lasciati nel frattempo, ma è ancora con noi.
Non si può impedire al commercio di promuovere scarpe o quel che sia in ogni occasione alla maniera della "pornografia" più volgare, ma si può spegnerne la voce, cliccando sulla X a destra dello spot che compare in sovrimpressione. 





Altri post in cui, in questo blog, si è parlato di Max Fanelli: 

Alla pescheria del Foro Annonario...  
Grazie a questo evento ho incontrato Max dal vivo per la prima volta. Uno di quei giorni che non verranno dimenticati. 

Nasce l'hashtag #IoStoConMax e chi aderisce lo fa con piena cognizione di causa, oltre che con molto affetto. Non potevamo sapere quanto lontano Max si sarebbe spinto con la forza di una "voce" che già da qualche tempo non poteva usare, ma poteva ancora scrivere, e l'ha fatto. 

Imbracciata la guerra delle buone intenzioni, si partì armati di cartoline ed hashtag per sconfiggere certi nostri imbarazzi in merito al fine vita. Si arrivò molto lontano, ma non abbastanza, causa palude in zona politici. Per la cronaca: La guerra continua. 

Serve una condotta idrica affinché l'acqua arrivi dove ora non c'è. Servono cento miliardi di ... no, solo 3.400 euro... prontamente raccolti, inviati, e l'acqua è passata dove prima non c'era. 

Il sogno di Max ...
In questo post si parla di Cleopatra, lo spettacolo di danza del Nirvana Club.
"L'obbiettivo che si pone questo evento, ha a capo la ONLUS I compagni di Jeneba (creata da Max Fanelli). L'intento è infatti quello di raccogliere un totale di ottomila euro che serviranno a costruire due classi, la quarta e la quinta, in una scuola di Goderich," 
Ancora una volta, i sogni di Max diventano realtà, 
e sono sempre sogni altruistici, ci tengo a ricordarlo. 

Un occhio sul mondo. 
Qui è quando Max ci ha lasciati, quando ha smesso di soffrire, incastrato in un corpo che aveva più del supplizio che della vita. Certe persone vivono anche dopo morte, altre invece muoiono molti anni prima di chiudere gli occhi. Non si tratta di giudicare, ma di guardarsi attorno, dentro anche, e di constatare che il non fatto è sempre troppo di  più rispetto al fattibile.
E' stato un privilegio incrociare Max Fanelli, e ora che non c'è più, il nostro compito consiste nel tenere accese le sue intenzioni, che è ciò che ci ha lasciato alla maniera di un testamento etico e morale. Ora come allora #IoStoConMax, e con Monica naturalmente. 


Ribadisco il concetto:
Inizio prevendite12 settembre 2016 presso Nirvana Club, via Abbagnano 13 (di fronte al cinema UCI) a Senigallia, oppure tramite mail da indirizzare a: info@compagnidijeneba.org
Data dell'evento: 24 settembre 2016 dalle ore 20:30 


Qualche utile link di riferimento: 
www.compagnidijeneba.org   -Sito ufficiale della Onlus di riferimento. 
Pagina Facebook dei Compagni di Jeneba.   - Iscrivetevi così potrete rimanere aggiornati. 
http://www.nirvanasenigallia.it/ Link al sito del Nirvana Club