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venerdì 8 maggio 2015

La canzone di Marinella.

Gabriele Carbonari e Marco Fattorini. Concerto acustico a Senigallia. 
16 maggio 2015 ore 21:00 Auditorium San Rocco Senigallia. 


Questa storia degli amici e del "momento del bisogno" non mi è mai piaciuta troppo, perché il "momento del bisogno", fa molto... esigenze primarie, roba da WC insomma, e a me dell'amicizia piace l'aspetto lieve, perché è il più profondo, sotto ogni possibile punto di vista.
Per gli amici, e  ne ho pochi, ci sono anche e soprattutto nei momenti del piacere, ed ascoltare il mio amico e fratello Gabriele Carbonari con il mio amico Marco Fattorini è una di quelle cose belle che la vita mi ha concesso, perché mi ritorna in energie, quindi con piacere condivido e promuovo l'evento e spero che all'Auditorium San Rocco, sabato 16 maggio, ci sia il tutto esaurito, e va bene anche se vengono "tutti gli esauriti" della città e limitrofi, si prende quel che c'è. 

Una serata con le note di Fabrizio De Andre andrebbe vissuta come un'evento che leva dalle solite cose. Insomma, DJ ne abbiamo a palanche, cinema e varietà così così, aperitivi fino a morire affogati di novelli e super alcolici, dunque si tratta di cogliere il caso, la coincidenza; si tratta di morire dalla voglia di levarsi dalla solita via e andare al concerto, che è cosa sempre buona e sempre giusta, soprattutto se viene da due Professionisti con la PI molto pronunciata, che ridendo e scherzando, hanno da fare con la musica da mezza vita e oltre, complice il Musiké.
Lo spettacolo nel nostro mondo becero è vissuto come "ozio" e "svago", roba da tempo perso, ma dietro a tutto ciò, ci sono ore ed ore di studio e prove, ci sono dignitosissime professionalità, e non lo dico perché li conosco, ma perché davvero sono bravi. Sicché, io ci sarò, e spero anche tutti gli altri. 
Sabato sedici maggio, Auditorium S Rocco. Modica cifra. Vestiti come ti pare, ma vediamoci lì. Ciao!








sabato 8 settembre 2012

Lampedusa

Tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?


Ieri, così come oggi, a riempire la bocca di giornalisti e opinionisti c'è la questione 5 stelle. Che c'entra con Lampedusa? Niente. Più che altro, è Lampedusa che non riesce ad entrare nel centro della discussione, e questo dispiace. Le anime che galleggiano sotto le sua acque stanno diventando una sconfinata popolazione fantasma. 

I corpi di queste anime non erano europei, e ci teniamo molto a chiarirlo, ma ora riposano - si fa per dire- sotto i nostri fondali. Allora, mi chiedo, di che nazione è adesso la loro anima? Chi se la prende la colpa per tutte quelle morti? 

Quanti erano sta volta? E l'altra volta? 250 se non ricordo male. Poi c'era l'altra volta ancora. Un esercito di disperati in cerca dell'idea che si sono fatti dell'Italia. Giusto un'idea, ma che possono saperne di là dal mare? 

Ogni tanto il Tg mostra una scena che sembra la stessa da decenni. Cambiano i numeri, le etnie, ma il finale è sempre lo stesso... dispersi, affogati, gettati in mare da vivi e da morti, tutti confluiscono in quel limbo che sta fra le illusioni di chi parte verso una vera odissea e chi soccombe prima di vedere la terra promessa. 
E' notte infatti. Non vedono nulla. 

Quando uno muore "Lascia la terra" diciamo noi, ma loro la terra l'avevano lasciata quando si sono imbarcati. 
"Lasciano il mare". Dovremmo dire così? No, perché il mare non lo lasciano più. E' lì che morbidamente si dissolveranno, tornando  alla natura sotto forma di  cibo per pesci. 
Questi sono dell'anno scorso. 250 dispersi, sempre a Lampedusa.
-Link-
Se il limbo esistesse davvero? 
Se le anime incagliate fra la morte e il dopo morte esistessero davvero? Quante urla si sentirebbero lì sotto? C'è qualcuno capace di tradurre quelle lingue e capire cosa ci devono raccontare sulle loro vite andate a male? 

In questo blog siciliano, i dispersi dichiarati sono 60, 19 in meno.
http://agrigento.blogsicilia.it/barcone-naufraga-al-largo-lampedusa-60-i-dispersi/99884/

SETTANTANOVE dispersi in mare.
SETTANTANOVE morti in mare. 

Per fortuna la crisi sta passando. 
Monti l'ha detto: "La ripresa è dentro di noi", quando uno dice, la retorica. Si parla anche di un Monti Bis. Roba che se uno si sente un po' ottimista, può pensare che no, noi non affogheremo come quei poveri disgraziati. L'ottimismo è motivato. Non moriremo di quella morte. E' quasi certo. I nostri mezzi di "Migrazione" sono l'economica Ryanair (per dirne una)  la meno economica Trenitalia o la costosissima macchina a benzina.
Non dico che siamo immuni dal pericolo catastrofe, ma non credo che moriremo sommersi dalle acque, ammassati in gruppi impressionanti di persone su un barcone, diretti in Africa, vestiti di stracci, senza soldi in tasca. Se qualcuno sta pensando a Costa crociere... erano in vacanza. Non è meno grave, ma è molto diverso.

Visto che ho citato la Costa... ci ricordiamo le reazioni? Interviste ai parenti, ai sopravvissuti, al cane e al gatto del vicino. Trasmissioni di ore ed ore sul deplorevole caso. Ci sta. Un po' ci sta. 
Perché allora oggi non vedo lo stesso sul naufragio di Lampedusa? 
Grillo-Monti... ecco le priorità di cronaca. 
Dio ha molti più followers in Africa che da noi, ma sembra voler rafforzare il mito secondo il quale, chi crede in lui viene lasciato solo. 


SETTANTANOVE dispersi vagano sotto i nostri fondali marini. 
Chi sono? 
Come si chiamano? 
Quanti anni hanno? 
Cosa si lasciano alle spalle? 
Cosa cercavano in Italia? 
Che balle gli hanno raccontato su di noi?
Gli scafisti, quanto prossimi sono alla comune idea del "senz'anima"?
Chi li piange questi figli di nessuno? 
La lega non si pronuncia. I tempi sono cambiati. E' tempo di austerity e compostezza, quindi non si può speculare sulla morte di nessuno, anche se si tratta di  extra-comunitari. 

Fa impressione questa foto, ma forse è tempo di guardare in faccia l'umanità
di questi eventi, non fosse altro che per capire che non c'è. 

Mi chiedo spesso "Che direbbe Fabrizio De André se fosse ancora fra noi?" Non lo saprò mai, sebbene, la morte lo interessava quanto la vita. Ne ha parlato spessissimo nelle sue canzoni. Folgorato dalla lettura della celebre "Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters, ne ha fatto canzone, e ne è nato qualcosa di eccezionale, perché ha un tono molto personale, eppure universale. 


Quelli dormono sulle colline, questi dormono sotto i fondali. 
"Tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?" 
Finisce così la canzone.
Anche la vita di quelle SETTANTANOVE anime, finisce qui. 

La zattera della Medusa. 
Dipinto di  T. Géricault. 1818-1819
-link di approfondimento-



Dove se n'è andato Elmer
che di febbre si lasciò morire? 
Dov'è Herman bruciato in miniera? 

Dove sono Bert e Tom? 
Il primo ucciso in una rissa
e l'altro che uscì già morto di galera.

E cosa sarà di Charley
che cadde mentre lavorava?
Dal ponte volò, volò sulla strada.

Dormono, dormono sulla collina
Dormono, dormono sulla collina

Dove sono Ella e Kate
morte entrambe per errore
una di aborto, l'altra d'amore? 

...E Maggie? Uccisa in un bordello
dalle carezze di un animale.
...E Edith? Consumata da uno strano male. 

...E Lizzie, che inseguiva la vita
lontano, e da quell'Inghilterra
fu riportata in questo palmo di terra? 

Dormono, dormono sulla collina
Dormono, dormono sulla collina

Dove sono i generali
che si fregiarono nelle battaglie
con cimiteri di croci sul petto? 

Dove i figli della guerra
partiti per un ideale
per una truffa, per un amore finito male? 

Hanno rimandato a casa 
le loro spoglie nelle bandiere
legate strette, perché sembrassero intere.

Dormono, dormono sulla collina
Dormono, dormono sulla collina

Dov'è Jones il suonatore
che fu sorpreso dai suoi novant'anni
e con la vita avrebbe ancora giocato?


Lui che offrì la faccia al vento
la gola al vino e mai un pensiero
non al denaro, non all'amore, né al cielo.

Lui si, sembra sentirlo
cianciare ancora delle porcate
mangiate in strada nelle ore sbagliate. 

Sembra di sentirlo ancora
dire al mercato di liquore
"Tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?" 
                                                                           Fabrizio De André. 


Ho scritto il pezzo con queste parole nelle orecchie. Non so che effetto fa senza la musica di sottofondo.
A chi vive si deve rispetto, a chi muore si deve uno straccio di verità che, pare, sia il presupposto per la loro pace. A tutti, senza patria inclusi, si deve per lo meno un pensiero, un ricordo. 
Per poco o niente che valga, sono lì sotto, col pensiero almeno. Mi sembra quasi di affogare. 

Luisa. 



venerdì 1 aprile 2011

Anime Salve. Testo di Fabrizio De André

Mille anni al mondo mille ancora

che bell'inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo che bella compagnia
sono giorni di finestre adornate

canti di stagione
anime salve in terra e in mare
sono state giornate furibonde
senza atti d'amore

senza calma di vento
solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni e onde

spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e no basta ancora
cose svanite facce e poi il futuro
i futuri incontri di belle amanti scellerate

saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
mille anni al mondo mille ancora

che bell'inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo che bella compagnia
mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni

mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani

che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia

e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia


Elogio della solitudine.

 "Anime salve" è un disco il cui significato deriva dall'etimologia delle due parole. Vuol dire "spiriti solitari". È una specie di elogio della solitudine. Si sa, non tutti se lo possono permettere. Non se lo possono permettere i vecchi, gli ammalati, i politici; il politico solitario è un politico fottuto di solito.
Però sostanzialmente, quando si può a rimanere soli con se stessi, io credo che si riesca più facilmente ad avere rapporto con il circostante, e il circostante non è fatto soltanto di nostri simili; direi che è fatto di tutto l'universo, dalla foglia che spunta di notte in un campo, fino alle stelle, e ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addirittura,che si riescano a trovare anche delle migliori soluzioni, e siccome siamo simili ai nostri simili, credo che si possano trovare soluzioni anche per gli altri. Con questo non voglio fare nessun panegirico né dell'anacoretismo o dell'eremitaggio...è che ho constatato attraverso la mia esperienza di vita, ed è stata una vita, non è che dimostro di avere la mia età attraverso una carta d'identità, credo di averla vissuta, mi sono reso conto che un uomo solo non mi ha mai fatto paura, e invece l'uomo organizzato mi ha sempre fatto molta paura..."