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giovedì 23 luglio 2015

Gérard De Nerval

Et j’ai deux fois vainqueur traversé l’Achéron :
Modulant tour à tour sur la lyre d’Orphée 
Les soupirs de la Sainte et les cris de la Fée.
da: El desdichado
Gerard De Nerval. 
22 maggio 1808
26 gennaio 1855 ...
attraversato infine
l' Acheronte
...Fu necessario ricorrere alle cure di un competente, con grande indignazione di Gérard, a cui riusciva incomprensibile che dei medici si dovessero occupare di lui perché era andato a passeggio, al Palais Royal, portando con sé, attaccato a un nastro azzurro, un gambero vivo. "Perché mai -diceva- un gambero è più ridicolo di un cane, di un gatto, di una gazzella, di un leone o di qualsiasi altro animale che ci si trascina dietro? Mi piacciono i gamberi, che sono tranquilli, seri, conoscono i segreti del mare, non abbaiano e non inghiottono la la monade alle persone, come i cani tanto odiati da Goethe che pure non era matto" 
...

Superata la crisi, tornava in pieno possesso delle sue facoltà e raccontava, con meravigliosa eloquenza e poesia, quello che aveva visto durante le sue allucinazioni, mille volte superiori alle fantasmagorie prodotte dall'Haschish e dall'oppio.
Gérard dormiva pochissimo, leggeva fino a tarda notte e aveva scoperto un modo singolare per farsi luce: poneva in equilibrio sulla testa uno di quei grossi candelabri in cuoio chiamati "Martinets" che proiettava la luce sulle pagine aperte; ma a volte il sonno lo vinceva e il candelabro cadeva, rischiando di dar fuoco al letto" Michelangelo e Grondet dipingevano di notte in questo modo, con delle candele sulla testa.


"Credo forse di essere innamorato? Credo forse di essere malato? Ma se lo credo, lo sono!"
Questo pazzo adorabile, ha tradotto il Faust di Goethe quando era giovanissimo, e l'autore gli ha scritto dicendogli: "Prima di leggervi non mi ero mai così ben compreso"

...Sono alcune riflessioni di Théophile De Gautier, sull'amico dall'animo gentile, colto e un po' fuori di testa, concetto relativo se non fosse che, a un certo punto, ti fa impiccare al primo cancello, con un corvo che ti fissa e ti ripete "nevermore"  



Gérard de Nerval. Riposa al Père Lachaise, il "cimitero mitico" dove tutti vanno cercando Jim Morrison e poco più. Si trova dalle parti di Balzac, e io purtroppo, non sono riuscita a trovarlo, e l'ho molto cercato, il mio amato "diseredato". 



Qui un link you tube, una bella lettura della sua poesia "El desdichado", il diseredato...  fino a quando non verrà cancellato dal web (potrebbe succedere)

Dal web...

domenica 13 aprile 2014

"Non si muore tutte le mattine"

Vinicio Capossela. 
Vinicio Capossela. 
La citazione rischia di risultare sempre più inadeguata quando si parla di libri, tuttavia, in virtù di qualcosa che c'è scritto nel testo, e che qui riporto.... "Non si muore tutte le mattine". 

"... e quando vai non illuderti di coltivare assenze. Te ne vai e questo è tutto. Basta essere buoni! I buoni riempiono il sacco fino a che piegano il gobbone, e poi non possono più guardare avanti, ma a terra soltanto. Ti passano le voglie da quella posizione!". 

"Bisogna avere intralci. Roba da perdere. Prigioni, muraglie. Chi si riprende più? ... chi ci ha ancora da perdersi e rovinarsi, è ancora capace di dire "no, così non sono felice", ha ancora di che ambire. Dunque cerca il modo di arrivare alla sua felicità. Ma chi lecca il catrame coi dischi dei freni consumati, con le piaghe in bocca, non ha di queste sfide... è una bella fortuna avere ancora tutto da perdere. La vacanza è gratuita, perciò non vale niente, ma la prigione ha il suo prezzo. C'è bisogno di sentire un poco di persecuzione, un poco di martirio per riprendere quota. Sentirlo da fuori, fare schieramenti nel mondo. Allora si, che non si è più soli. Iniziano i galeotti ad avere in cuor loro un'aria complice". 



"Com'è comoda la malattia, come ci si affeziona! Il mondo intero non basta più. Non esiste più. Solo il fastidio."


"Se è solo nell'acqua limpida che ti puoi specchiare, allora guariscimi, dio della quantità, dall'affanno e da me! ... è molto mille volte almeno il mio cuore... è morto cento volte al giorno. E' la vita... ma è certo, non si muore tutte le mattine, si muore una volta sola". 

"... materiale ce n'è. Materiale a peso, a litro, a quantità! Da farsi prendere dalla paralisi. Subito! Vorrei che queste pagine si potessero prendere a etto, sfuse, a capitoli, a ognuno la parte che gli serve, come dal macellaio. Ordinatela a capitoli! A capitolazioni! Io non ne so più, non ne posso più..." 

Vinicio Capossela "Non si muore tutte le mattine" Universale economica la Feltrinelli. Pubblicato nel 2004.

Italo Calvino dans le Métro

Métro Paris. 2009 Iéna. 



"...Col Métro ho sempre avuto confidenza, da quando nella mia gioventù arrivai a Parigi la prima volta e scopersi che questo mezzo di trasporto così semplice da usare, mi metteva la città intera a disposizione. E forse in questo mio rapporto col Métro entra anche il fascino del mondo sotterraneo: i romanzi di Verne che mi piacciono di più sono "Le indie nere" e "il viaggio al centro della terra". Oppure è l'anonimato che mi attira: questa folla che in cui posso osservare tutti a uno a uno e nello stesso tempo scomparire completamente. 
Ieri sul Métro c'era un uomo a piedi nudi: non uno zingaro, né un hippy, un signore con occhiali, come me e come tanti, che leggeva il giornale, con un aspetto da professore, il solito professore distratto che s'è dimenticato di mettersi le calze e le scarpe. Ed era un giorno di pioggia, e lui camminava a piedi nudi, e nessuno lo guardava, nessuno sembrava incuriosito. Il sogno d'essere invisibile... Quando mi trovo in un ambiente in cui posso illudermi d'essere invisibile, io mi trovo molto bene."

Italo Calvino "Eremita a Parigi" Libri Mondadori

venerdì 20 settembre 2013

Un amico

L'amico è... 
By Kevin Perterson 


"Un amico è colui che sa tutto di te, e nonostante questo gli piaci"
Elbert Hubbard





lunedì 20 maggio 2013

Carmelo Bene (Cit)






Il corpo implora il ritorno all'inorganico. Nel frattempo non nega nulla ... E' tutta la vita che tolgo di scena il burattino, l'incubo d'un pezzo di legno che ci si ostina a voler farcire con carne marcia. Precipitare nell'umano -che parola schifosa- questa è la disavventura. Gli anatomisti gridano al miracolo quando parlano del corpo umano. Ma quale miracolo? Un'accozzaglia orrenda, inutilmente complicata, piena di imperfezioni e di cose che si guastano ... Me ne fotto di quel che mi riguarda. Malati gravi si è per definizione. 

Carmelo Bene. 

(LINK...CLICCA QUA)   ... Se vuoi leggere un'intervista a Filippo Timi, figlio d'arte di Carmelo. (Così si reclama)

mercoledì 29 giugno 2011

Charles Chaplin. La vita è troppo bella per essere insignificante.

Ho perdonato errori quasi imperdonabili,
ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili.
Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare,
ma anch'io ho deluso.
Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo;
mi sono fatto amici per l'eternità.
Ho riso quando non era necessario,
ho amato e sono stato riamato,
ma sono stato anche respinto.
Sono stato amato e non ho saputo ricambiare.
Ho gridato e saltato per tante gioie, tante.
Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità,
ma mi sono bruciato il cuore tante volte!
Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto.
Ho telefonato solo per ascoltare una voce.
Mi sono di nuovo innamorato di un sorriso.
Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e…
ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)…
ma sono sopravvissuto! E vivo ancora!
È la vita, non mi stanca…
E anche tu non dovrai stancartene. Vivi!
È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! (Charles Chaplin)

martedì 15 febbraio 2011

Lettera a... (Anaïs Nin)


Capisco la solitudine meglio di chiunque altro al mondo,
ecco perché rispondo alle lettere e quando mi parli
della pochezza delle gente che ti circonda.
Ricordo i momenti e i posti che non donavano vita.
Devi proprio rimanere li?
Bisognerebbe fare uno sforzo coraggioso
per lasciare i posti vuoti o solitari.
La vita è troppo preziosa.
Guardando al passato mi rendo conto
che siamo noi a creare il nostro destino
e i suoi aspetti negativi con la nostra passività.
Non dovremmo mai accettare la povertà della vita.
So che è difficile affrontare l'ignoto, trovarsi un altro lavoro,
o un altro modo di vivere
Ma se dipende solo da te, non accettare il vuoto.



A. Nin 

martedì 20 luglio 2010

Paul Valéry. Il carattere dell'uomo...

 Paul Valéry
Scrittore, poeta
filosofo. 
"Il carattere dell'uomo è la coscienza, e quello della coscienza una perpetua esaustione, un distacco senza requie e senza eccezione da tutto ciò che appare, comunque appaia. Atto inesauribile, indipendente dalla qualità come dalla quantità delle cose apparse, mediante il quale l'uomo dello spirito deve finalmente ridursi coscientemente a un indefinito rifiuto di essere una cosa qualunque"
Paul Valéry
Sète, 30 ottobre 1871
Parigi, 20 luglio 1945
"E' meno di un uomo colui che non ha tentato di farsi simile agli Dei."


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mercoledì 2 giugno 2010

Alchimia di Janice Kulyk Keefer

    Janice Kulyk Keeflr 
Alchemy-Alchimia.

English/Italian version.

Janice Kulyk Feefer
Poetessa, autrice, insegnante canadese.
nata il 2 febbraio 1952 a Toronto.

   "Appartenere alla propria esperienza. E trasformarla".  
  Etty Hillesum. Diari. 

Alchemy

Turning shit into gold. Jackboots
to bare and blistered feet.

To make the vulnerable
strong, to give the beaten
the ultimate
an only form of power:

To forgive. 
Ricordi londinesi.  

Versione italiana: 

Alchimia 

Trasformare merda in oro. Stivali militari
in piedi nudi con vesciche.

Rendere la persona vulnerabile
forte, per dare allo sconfitto
la più grande
e la sola forma di potere:

Il perdono.

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Sagezza-Wisdom. Poesia.  In questo link trovi un'altra poesia dell'autrice, in questo stesso blog.

Per saperne di più:
Essays on her works. 
"A writer, teacher and traveller, Janice Kulyk Keefer reflects her experiences with various cultures of Eastern and Western Europe and Canada in her works. The critical essays in this volume examine themes such as family history, redefining gender, ethnic politics, identity in transnational contexts, and the Canadian writer's place in world literature. This collection includes essays by Coral Ann Howells, Anna Pia De Luca, Britta Ilinder, Colin Nicholson, Elisabeth Marald, Lindy Ledohowski and Deborah Saidero. There is also an interview with Janice Kulyk Keefer and a useful bibliography" 


Reading Janice Kulyk Keefer.  Libro di Deborah Saidero. 
"Questa raccolta di saggi critici approfondisce vari aspetti dell'opera della scrittrice canadese Janice Kulyk Keefer, dalla sua ossessione per il tema del viaggio con tutte le sue implicazioni metaforiche, alla riscoperta delle sue origini etniche ucraine e della sua storia familiare. I saggi esplorano questioni care all'autrice, quali la preoccupazione di ridefinire le politiche etniche e di genere, di riformulare l'identità in termini transculturali e transnazionali e di stabilire un dialogo intertestuale con altri scrittori e testi."  

From the canadian encyclopedia.  ...


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martedì 18 maggio 2010

Pasolini. Frammenti.

Pier Paolo Pasolini.  
"…Così , scoperta la causa della mia emozione, la potei provocare più volte, e analizzarla. La chiarezza della scoperta, la gioia, l’importanza estrema del ricordo mi sfuggivano ancora; tuttavia ormai non disperavo di impadronirmene"

"…il vespro mi riportava nel Friuli, tra le care foglie e l’odore della polenta che indovinavo nelle tinte smorte e accecanti dei tronchi, dei muri, mi fece pensare a mia madre con tenerezza insostenibile"
Pier Paolo Pasolini.
Bologna. 5 marzo 1922
Roma, 2 novembre 1975 

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"Buon compleano Pasolini".  Altro post dedicato a Pasolini in questo blog.