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giovedì 8 settembre 2011

Alejandro Jodorowsky "Por Osmar"

Alejandro Jodorowsky 
Tocopilla, 17 febbraio 1929
Alejandro Jodorowsky
Amo sviluppare la mia coscienza per capire perché sono vivo, cos'è il mio corpo
e cosa devo fare per recuperare con i disegni dell'universo.
Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili
e si crea false forme di comportamenti,
plagiata da personalità importanti.
Mi piace rispettare gli altri,
non per via delle deviazioni narcisistiche delle loro personalità,
ma per come si sono evolute interiormente.
Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio,
il cui cuore è granitico agli altri senza sosta,
la cui sessualità è perennemente insoddisfatta,
il cui corpo s'intossica senza saper apprezzare di essere vivo.

Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Mi piace invecchiare perché il tempo dissolve il superfluo e conserva l'essenziale
Non mi piace chi per retaggi infantili trasforma le bugie in superstizioni
Non mi piace che ci sia un Papa che predica senza condividere la sua anima con una papessa
Non mi piace che la religione sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne
Amo collaborare e non competere.
Amo collaborare e non competere
Amo collaborare e non competere

Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Amo collaborare e non competere
Mi piace scoprire in ogni essere quella gioia perenne che potremmo chiamare "Dio interiore"
Non mi piace l'arte che serve solo a celebrare il suo autore
Mi piace l'arte utile per guarire
Mi piacciono le persone eccessivamente stupide
Mi piace tutto ciò che provoca il sorriso
Amo affrontare volontariamente la mia sofferenza con l'obbiettivo di espandere la mia coscienza.

Testo letto da Filippo Timi. (Clicca sulla scritta blu per ascoltare il link via you tube.)

-In questo link, intervista a Filippo Timi-

mercoledì 29 giugno 2011

Charles Chaplin. La vita è troppo bella per essere insignificante.

Ho perdonato errori quasi imperdonabili,
ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili.
Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare,
ma anch'io ho deluso.
Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo;
mi sono fatto amici per l'eternità.
Ho riso quando non era necessario,
ho amato e sono stato riamato,
ma sono stato anche respinto.
Sono stato amato e non ho saputo ricambiare.
Ho gridato e saltato per tante gioie, tante.
Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità,
ma mi sono bruciato il cuore tante volte!
Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto.
Ho telefonato solo per ascoltare una voce.
Mi sono di nuovo innamorato di un sorriso.
Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e…
ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)…
ma sono sopravvissuto! E vivo ancora!
È la vita, non mi stanca…
E anche tu non dovrai stancartene. Vivi!
È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! (Charles Chaplin)

venerdì 20 maggio 2011

Mia soltanto è la patria della mia anima... Marc Chagall.

                         Dipinto di Marc Chagall.

«Mia soltanto è la patria della mia anima. Vi posso entrare senza passaporto e mi sento a casa; essa vede la mia tristezza e la mia solitudine ma non vi sono case, furono distrutte durante la mia infanzia, i loro inquilini volano ora nell'aria in cerca di una casa, vivono nella mia anima.»
Marc Chagall

sabato 14 maggio 2011

In tempi duri dobbiamo avere sogni duri.

                             Lavoro di José D'Almeida

In tempi duri dobbiamo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avvereranno. Quando si lotta per qualcosa di importante bisogna circondarsi di persone che sostengono il nostro lavoro. È una trappola e un veleno avere intorno persone che hanno le nostre stesse ferite ma non il desiderio vero di guarirle... Clarissa Pinkola Estés

lunedì 7 marzo 2011

Impossible is nothing. Muhammad Hali.

Impossible is nothing
Impossibile è niente.
Muhammad Ali
Sponsor Adidas
anni fa.



Impossible is... nothing.
Impossible is just a big word thrown around
by small men who find it easier to live the
world they've been given than to explore
the power they have to change it.
Impossible is not a fact. It's an opinion.
Impossible is not a declaration. It's a dare.
Impossible is potential. Impossible is
temporary.



Impossibile è... niente. 
Impossibile è solo un parolone usato
da piccoli uomini che trovano più semplice vivere
nel mondo che gli è stato dato, che testare
il potere che essi hanno di cambiarlo.
Impossibile non è un fatto, è un'opinione.
Impossibile non è una dichiarazione, è osare.
Impossibile è potenziale.Impossibile è

sabato 5 marzo 2011

Buon compleanno Pasolini!

Solo l’amore, solo il conoscere
conta, non l’aver amato,
non l’aver conosciuto. Dà angoscia
Il vivere di un consumato amore.
L’anima non cresce più
...
Il pianto della scavatrice. 

dal blog "pagine corsare" Dale Zaccaria legge "Il pianto della scavatrice" di Pasolini.

Pier Paolo Pasolini. Ritratto. 
Il cinque marzo del 1922, nasceva a Bologna Pier Paolo Pasolini, ed oggi, se non l’avessero brutalmente ammazzato, festeggerebbe il suo ottantanovesimo compleanno. Mi chiedo come sarebbe qualora fosse ancora vivo. Me lo immagino pacato, gentile, con quella specie di stanchezza incisa nello sguardo denso e triste, eppure sarcastico e rumoroso, a dispetto degli anni. Certo, se Biagi s’è beccato un editto Bulgaro, c’è da chiedersi che sarebbe accaduto ad uno come lui, e comunque, in nessun modo poteva andargli peggio di come è andata. Per un uomo di chiesa, la lenta agonia del corpo che si spegne fra mille torture è come guadagnarsi un posto in paradiso. Martire e poi santo. Per uno scomodo pensatore quale era Pasolini, il percorso è diverso. Non so se abbia fedeli che pregano per lui, di certo ha lettori fedeli che lo seguono da sempre.

“ Pasolini ci dava identità con la sua presenza in questo mondo... non abbiamo più nessuno che sia moderno e contemporaneo come lui con cui confidarci. Siamo tutti un po’ orfani”. Dario Bellezza. 1975, quando Pasolini muore. 

Mi chiedo spesso che avrebbe da dire Pasolini su questo mondo al rovescio in cui viviamo, e pensando al modo atroce in cui è morto, e alle ragioni politiche per le quali è stato torturato e ucciso, realizzo una volta di più che, per dirla a parole sue, viviamo in Un paese di temporali e primule. Non siamo caduti da nessun paradiso insomma, perché il male, la corruzione, sono tutt'altro che un fatto recente in Italia e ovunque nel mondo. La differenza in questi casi la fa la coscienza di chi subisce i soprusi, il coraggio delle sue reazioni, e noi italiani per tanti versi, somigliamo a una bella addormentata nel bosco che, distesa in questo lungo stivale a tre colori, se ne sta scomodamente adagiata ad aspettare il famoso principe che con un bacio sappia risvegliarla. Nell'attesa, la bella si lascia cullare dalla televisione, dai sondaggi e dal “popolo sovrano”.

Pasolini considerava la Televisione, un mezzo fascista per eccellenza, visto che non può esserci parità fra una voce che parla a milioni di altre voci che non possono in alcun modo replicare (oggi si, col tele voto... e tutta l’ironia annessa). Mi piacerebbe sapere se alla fine sarebbe sceso a patti con questo mezzo diabolico che ormai ci domina totalmente.
Mi chiedo anche come avrebbe reagito al web, alla “rete”, a Facebook... Lui che considerava l’amicizia un rapporto vincolante e sacro, dunque necessariamente limitato a pochi, quanto ci avrebbe presi in giro? E sulla scuola, che avrebbe detto sulla precarietà degli insegnanti, lui che li metteva alla berlina quando ancora avevano un lavoro sicuro? Quando ancora erano socialmente rispettati? Cito alla lettera un’estratto di “Scuola senza feticci” contenuto in “Un paese di temporali e primule”in cui dice:
“L’obbiettivo della nostra polemica non è il professore severo, ma li professore convenzionale...come suscitare nel ragazzo il gusto della critica e provocare la caduta degli idoli? Evidentemente immettendolo in un clima di scandalo e incertezza, in cui le cose “eterne” non siano quelle imparate a memoria, ma quelle che più somigliano alle vocazioni che sono in lui (per esempio quelle che gli si presentano mentre gioca): La passione a creare, la curiosità, l’impulso a impadronirsi.... è ciò che poi si trasforma nella così detta “virtù premio a se stessa”, ossia la passione autosufficiente. Del resto in tal modo resta delineato lo scopo dell’educazione, che è creazione di una cultura”

...Che direbbe Pasolini? Me lo chiedo spesso.

La mia conoscenza dello scrittore e regista è avvenuta all'Università, per un esame. Il mio insegnante ci procurò un libro ormai introvabile: “Perché Pasolini”, prezzo di copertina, 4.800 lire, del 1978, e da qui ho iniziato ad informarmi sul suo conto.  Un libro coi fogli ingialliti, con carta opaca, ed un inconfondibile odore di stampa antica, che è molto diverso dall'odore dei libri attuali. Non credo sia più trovabile in giro, dunque lo custodisco con attenzione e affetto.


Lo scandalo di contraddirmi, dell'essere
con te e contro di te;
con te nel cuore,
in luce, contro te nelle buie viscere
-Le ceneri di Gramsci. 

Dario Bellezza su Pasolini:
"Non lo so se Pasolini sia in Paradiso, come dice Elsa Morante; tutti saremo in Paradiso o nessuno ci sarà; forse con la sua atroce morte un biglietto per il paradiso se lo è conquistato, ma certo io vorrei che fosse davanti a me per dirgli con brutalità: "Sono incazzato con te, Piero Paolo!" ma poi mi rendo conto che è inutile dire "Non dovevi morire così"

Infine:
...
La bacchetta,
La bacchetta papà,
siamo stanchi di diventare giovani seri,
o contenti per forza
o criminali, o nevrotici
vogliamo ridere, essere innocenti
aspettare qualcosa dalla vita
chiedere
ignorare
non vogliamo essere subito già così sicuri
non vogliamo essere già così senza sogni
sciopero, sciopero, sciopero compagni
non ci aduli signor maestro
non ci aduli
la smetta di trattarci come scemi
che bisogna sempre non offendere, non ferire
non toccare
non ci aduli signor maestro
siamo uomini
voi pensate ai nostri doveri
che ai nostri diritti ci penseremo noi
voi pensate ai nostri doveri

che ai nostri diritti ci penseremo noi ...

Postilla in versi alle "Lettere luterane" 1976.


Elio Germano legge "Giovinezza" di Pasolini.  ovvero i versi che ho riportato poco fa.


"Frammenti"... un altro post su Pasolini qui sulle stanze.

Luisa

martedì 20 luglio 2010

Paul Valéry. Il carattere dell'uomo...

 Paul Valéry
Scrittore, poeta
filosofo. 
"Il carattere dell'uomo è la coscienza, e quello della coscienza una perpetua esaustione, un distacco senza requie e senza eccezione da tutto ciò che appare, comunque appaia. Atto inesauribile, indipendente dalla qualità come dalla quantità delle cose apparse, mediante il quale l'uomo dello spirito deve finalmente ridursi coscientemente a un indefinito rifiuto di essere una cosa qualunque"
Paul Valéry
Sète, 30 ottobre 1871
Parigi, 20 luglio 1945
"E' meno di un uomo colui che non ha tentato di farsi simile agli Dei."


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mercoledì 2 giugno 2010

Alchimia di Janice Kulyk Keefer

    Janice Kulyk Keeflr 
Alchemy-Alchimia.

English/Italian version.

Janice Kulyk Feefer
Poetessa, autrice, insegnante canadese.
nata il 2 febbraio 1952 a Toronto.

   "Appartenere alla propria esperienza. E trasformarla".  
  Etty Hillesum. Diari. 

Alchemy

Turning shit into gold. Jackboots
to bare and blistered feet.

To make the vulnerable
strong, to give the beaten
the ultimate
an only form of power:

To forgive. 
Ricordi londinesi.  

Versione italiana: 

Alchimia 

Trasformare merda in oro. Stivali militari
in piedi nudi con vesciche.

Rendere la persona vulnerabile
forte, per dare allo sconfitto
la più grande
e la sola forma di potere:

Il perdono.

🔍🐭🔍🐭🔍

Sagezza-Wisdom. Poesia.  In questo link trovi un'altra poesia dell'autrice, in questo stesso blog.

Per saperne di più:
Essays on her works. 
"A writer, teacher and traveller, Janice Kulyk Keefer reflects her experiences with various cultures of Eastern and Western Europe and Canada in her works. The critical essays in this volume examine themes such as family history, redefining gender, ethnic politics, identity in transnational contexts, and the Canadian writer's place in world literature. This collection includes essays by Coral Ann Howells, Anna Pia De Luca, Britta Ilinder, Colin Nicholson, Elisabeth Marald, Lindy Ledohowski and Deborah Saidero. There is also an interview with Janice Kulyk Keefer and a useful bibliography" 


Reading Janice Kulyk Keefer.  Libro di Deborah Saidero. 
"Questa raccolta di saggi critici approfondisce vari aspetti dell'opera della scrittrice canadese Janice Kulyk Keefer, dalla sua ossessione per il tema del viaggio con tutte le sue implicazioni metaforiche, alla riscoperta delle sue origini etniche ucraine e della sua storia familiare. I saggi esplorano questioni care all'autrice, quali la preoccupazione di ridefinire le politiche etniche e di genere, di riformulare l'identità in termini transculturali e transnazionali e di stabilire un dialogo intertestuale con altri scrittori e testi."  

From the canadian encyclopedia.  ...


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martedì 18 maggio 2010

Pasolini. Frammenti.

Pier Paolo Pasolini.  
"…Così , scoperta la causa della mia emozione, la potei provocare più volte, e analizzarla. La chiarezza della scoperta, la gioia, l’importanza estrema del ricordo mi sfuggivano ancora; tuttavia ormai non disperavo di impadronirmene"

"…il vespro mi riportava nel Friuli, tra le care foglie e l’odore della polenta che indovinavo nelle tinte smorte e accecanti dei tronchi, dei muri, mi fece pensare a mia madre con tenerezza insostenibile"
Pier Paolo Pasolini.
Bologna. 5 marzo 1922
Roma, 2 novembre 1975 

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"Buon compleano Pasolini".  Altro post dedicato a Pasolini in questo blog.